Italia Nostra

Data: 20 Novembre 2012

Orta San Giulio, no al ponte di ferro

La nostra sezione di Novara e l’Associazione Ernesto Ragazzoni lanciano una petizione/appello in difesa dell’isola di San Giulio. La petizione è indirizzata  al Ministro per i Beni e le Attività Culturali, alla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici per le province di Novara, Alessandria e Verbano Cusio Ossola ed al Sindaco del Comune di Orta San Giulio.

ORTA SAN GIULIO (NOVARA). NO AL NUOVO PONTE IN FERRO SULL’ ISOLA DI SAN GIULIO.

Nel magico ambiente dell’isola di San Giulio, al centro del lago d’Orta, è prevista la costruzione di un ponte a scavalco dell’unica via che, girando all’intorno, lascia al centro il grandioso edificio neoclassico dell’ex Seminario, ora sede dell’abbazia delle monache benedettine di clausura “Mater Ecclesiae”, e verso l’esterno la basilica romanica di San Giulio e una cintura di case d’impianto medievale e di ville sette-ottocentesche con darsene e giardini a lago.

Il ponte, che ha avuto il consenso dell’Amministrazione comunale ed è stato autorizzato “pro-tempore” (sic!) dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Novara, è voluto per collegare l’ex Seminario a nuove pertinenze abbaziali per il tramite di una casa medievale situata sul lato opposto della strada. La struttura, in travi di ferro, sarà formata da un pianerottolo innestato sulla facciata del monastero, da una scala che scende alla quota della casa medievale dirimpetto e infine da una passerella a scavalco della via della Basilica.

La “macchina” avrà uno sviluppo complessivo di dieci metri e costituirà un’intrusione dissonante nel delicato contesto storico, urbanistico e architettonico dell’ambiente isolano, oltre che un’irrimediabile deturpazione sia dell’ex Seminario sia dell’opposta casetta medievale, dove una finestrella sarà sfondata e trasformata in porta.

L’Associazione Ernesto Ragazzoni e la Sezione di Novara di Italia Nostra propongono in alternativa un collegamento sottostrada, forse più adatto di una passerella scoperta a garantire riservatezza al transito delle monache di clausura, certamente più semplice e meno costoso del ponte, per nulla invasivo e comunque realizzabile senza interagire con i sottoservizi e i resti archeologici sotterranei, di cui è nota la collocazione. Del tunnel è già stato divulgato un progetto di massima con tanto di computo metrico estimativo dei costi (vedi foto e documenti anche su Facebook  “Associazione Ernesto Ragazzoni” ).

Contro l’invasivo ponte di ferro e a sostegno del sottopasso chiediamo una firma di adesione al nostro appello.

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