Italia Nostra

Data: 31 Maggio 2017

Quattro Palazzi storici nel Cuneese: segnalazione per la Lista Rossa

Palazzo settecentesco a Cortemilia

 

Indirizzo/Località: Cortemilia (Cuneo) – borgo S. Pantaleo – via Cavour n. 21

Tipologia generale: palazzo nobiliare

Tipologia specifica: residenza

Configurazione strutturale: il palazzo settecentesco sito in via Cavour è caratterizzato da pregevoli elementi barocchi nella facciata

Epoca di costruzione: sec. XVIII

Uso attuale: il pregevole edificio, non vincolato, è da decenni in stato di abbandono

Condizione giuridica: proprietà privata

Segnalazione: del 30 novembre 2016 – segnalazione della sezione di Alba di Italia Nostra – alba@italianostra.org

 Motivazione della scelta: Il palazzo è stato eretto nel Settecento da una famiglia patrizia cortemiliese. Tuttora è di proprietà privata. Scenografica è la vista che si ha dal porticato, sul lato opposto della via Cavour, della fascia centrale della facciata comprendente il portoncino d’ingresso, le aperture delle finestre e due balconcini in ferro battuto inseriti elegantemente nell’insieme architettonico mediante una ricca ornamentazione “rococò” che armonizza questi elementi fra loro

L’accesso non è consentito. La pregevole costruzione è abbandonata da vari decenni. Il suo stato di degrado è alquanto evidente. Il pregevole edificio non è vincolato ai sensi della normativa statale sui beni culturali, ma è incluso nella perimetrazione urbanistica del centro storico di Cortemilia, secondo il P.R.G.C..

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Ex Priorato a Novello

 

Indirizzo/Località: Novello (Cuneo)

 Tipologia generale: edificio di culto

Tipologia specifica: opera monastica

Configurazione strutturale:  i medioevali ruderi monumentali, ubicati su un’altura al di fuori del concentrico, sono quelli della Chiesa monastica di S. Maria del Podio

Epoca di costruzione: sec. XIII e XV

Uso attuale: il monumento ha gravi problemi strutturali e di tenuta

Condizione giuridica: i resti perimetrali della costruzione sorgono su un terreno di proprietà privata ed è vincolato ai sensi della normativa statale sui beni culturali (ex. Legge n. 1089 del 1939)

Segnalazione: del 6 dicembre 2016 – segnalazione della sezione di Alba di Italia Nostra – alba@italianostra.org

Motivazione della scelta: Sono da riferire ad una medioevale cella monastica che appartenne all’abbazia di S. Benigno di Fruttuaria. Dal Cinquecento, il sacro edificio è stato trasferito al Capitolo della cattedrale di Alba. La struttura residua è a pianta rettangolare. Vi sono ancora distinguibili due archi a pieno sesto che poggiano su una possente colonna centrale con capitello cubico. Essendo l’area di proprietà privata e considerando la situazione precaria,  l’accesso non è consentito.

La grave condizione di degrado dei resti monumentali necessita di urgenti interventi di consolidamento e restauro. Lo storico edificio è vincolato ai sensi della normativa statale sui beni culturali (ex. Legge n. 1089 del 1939). Il territorio di Novello è compreso nella “Buffer Zone” del riconoscimento concesso dall’Unesco nel 2014 quale “Patrimonio mondiale dell’umanità”.

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Palazzo Gaiero a Castelletto Uzzone

 

Indirizzo/Località: Castelletto Uzzone (Cuneo)

 Tipologia generale: edificio residenziale

Tipologia specifica: palazzo nobiliare con cappella gentilizia

Configurazione strutturale: : il palazzo Gaiero e l’annessa Cappella della Madonna delle Grazie costituiscono un considerevole complesso storico, eretto nei secoli XVI, XVII e XVIII

Epoca di costruzione: dal sec. XVI al XVIII

Comprende:  il palazzo con vasto cortile interno, fabbricato rurale, lungo loggiato, chiesa gentilizia

Uso attuale: complesso monumentale in attesa di vincolo della Soprintendenza

Condizione giuridica: parte proprietà e parte pubblica (comunale)

Segnalazione: del 19 luglio 2016 – segnalazione della sezione di Alba di Italia Nostra – alba@italianostra.org

Motivazione della scelta: Il complesso nobiliare, ora solo parzialmente di proprietà pubblica, venne eretto tra il Sei-Settecento dalla distinta famiglia Gaiero. L’annessa cappella, intitolata alla Madonna delle Grazie, mostra anche elementi cinquecenteschi. Il palazzo, comprendente pure un ampio cortile interno, è costituito da due settori, di cui uno più elevato. Vi è pure collegato un fabbricato rurale. Nel secondo piano, verso il cortile, vi è un loggiato lungo tutto il prospetto.

Essendo di proprietà privata ed in parte comunale, considerandone il degrado strutturale, il palazzo non è accessibile. La situazione di abbandono sta degradando il complesso, con particolare gravità manifesta nel fabbricato rurale. Nel 2011 l’Amministrazione comunale di Castelletto Uzzone, aveva intrapreso un’operazione di negativa ristrutturazione interna. Tale intervento è stato fermato su segnalazione di un sodalizio locale e di Italia Nostra, dalla competente Soprintendenza statale.

Il complesso di edifici è vincolato, quale elemento d’interesse storico – ambientale, nel vigente P.R.G.C. . Nel 2012 la competente Soprintendenza statale, ha avviato la pratica per il vincolo ai sensi della normativa nazionale sui beni culturali (ex Legge n. 1089 del 1939).

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Ex Priorato di San Lorenzo a Roddino

 

Indirizzo/Località: località Porina nel comune di Roddino  (Cuneo)

 Tipologia generale: edificio residenziale

Tipologia specifica:

Configurazione strutturale:  l’ex priorato di S. Lorenzo (ora cascina Porina) è uno storico fabbricato d’origine cinque-seicentesca, che sorge a mezza collina  al di sotto del Brich della Torre

Epoca di costruzione: sec. XVII

Uso attuale: trasformato nel secolo XIX in cascina rurale è in stato di abbandono da alcuni decenni

Condizione giuridica: proprietà comunale è vincolata ai sensi della vigente normativa statale sui beni culturali (ex legge n. 1089 del 1939)

Segnalazione: del 29 novembre 2016 – segnalazione della sezione di Alba di Italia Nostra – alba@italianostra.org

Motivazione della scelta: La storica costruzione, di proprietà privata, è documentata ad iniziare dal 1603. Dapprima sede di un priorato monastico femminile (dipendente dall’abbazia di S. Martino di Castino) fino al 1550, poi dimora patrizia (Schiavo, Fontana, Campi, Presenda) nel sei-settecento, dal secolo XIX viene trasformata del tutto in cascina rurale.

Vari ampliamenti ed adattamenti successivi hanno accorpato il nucleo centrale con un doppio loggiato. L’edificio storico è abbandonato da alcuni decenni e pertanto non è accessibile considerando lo stato di pericolosità.

Il rovinoso degrado è tale da compromettere ormai la stabilità delle strutture e dei caratteristici motivi architettonici seicenteschi della costruzione.

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