Italia Nostra

Data: 4 Febbraio 2022

Terna riparte dalla Val Formazza

Ieri sera, 3 febbraio, una rappresentanza di Terna, la Società del gruppo Enel che gestisce le reti della distribuzione dell’energia elettrica, era ospitata presso il Comune di Montecrestese, dove ha risposto alle domande che i Consiglieri di quel Comune le hanno posto in merito al nuovo progetto di linea ad alta tensione: Formazza- Crevoladossola. Per Terna erano presenti uno dei progettisti della nuova linea, una rappresentate della società e un incaricato della comunicazione. Il tema era dunque quello del progetto che viene qualificato come: “Ristrutturazione della rete 220 della valle Formazza”, obbligo di Terna derivante dalla opere di compensazione della realizzata linea : Trino/Lacchiarella, accordo che, bisogna ricordarlo, è ormai datato senza che, sino ad oggi, sia stato rispettato. Mentre quindi da un lato, Terna ha ritirato dalla procedura di valutazione, il progetto denominato: “Interconnector”, nello stesso tempo chiede l’apertura di una nuova procedura di valutazione ambientale per un progetto che afferma essere l’adempimento dell’accordo di compensazione stipulato a suo tempo con la Regione Piemonte e che più sopra abbiamo ricordato. In realtà ciò che, in qualche modo, sorprende è che il tracciato del nuovo progetto, ricalca in buona parte quello già previsto per l’Interconnector e va ben oltre la semplice “razionalizzazione” della rete della Val Formazza, coinvolgendo anche la Valle Antigorio. Da qui nasce il sospetto che la nuova linea, in gran parte in doppia terna, possa nel futuro costituire l’asse portante della connessione Italia /Svizzera che l’Interconnector, formalmente abbandonato, prevedeva. Bisogna dire che, interrogati sul tema, i rappresentanti di Terna non hanno fatto molto per dissipare i dubbi e i sospetti, semmai li hanno avvalorati. La serata, pur dedicata ad affrontare i temi del passaggio della linea sul territorio di Montecrestese, ha infatti e inevitabilmente toccato anche temi più generali, quale quello ricordato, senza quindi che però, sia stata data

una risposta ferma e chiara alle obiezioni sollevate. Su più punti le risposte di Terna non sono sembrate andare oltre il generico, specie riguardo l’impatto ambientale che la nuova progettata linea comporterebbe, trincerandosi troppe volte dietro il responso che, sul tema, il Ministero dell’Ambiente darà a conclusione della valutazione di impatto. Su questo punto ci sembra di dover chiarire una cosa: se la razionalizzazione della rete elettrica 220 della Val Formazza era una compensazione per la realizzazione della Trino/Lachiarella, il problema della sostenibilità o dell’impatto ambientale che la ristrutturazione dovrà avere, è una questione fondamentale. In altri termini, se doveva compensare un impatto, non può essa stessa generarne un altro, diversamente si andrebbe a vanificare il significato e lo scopo di quella “compensazione”. Trincerarsi dietro una valutazione che altri debbono fare, non significa non aver affrontato direttamente e in prima battuta, la questione dell’impatto del nuovo progetto che, proprio perché compensazione, dovrà avere impatto ambientale e paesaggistico nullo o negativo, diversamente di che cosa si parla ? Della necessità di un’altra compensazione derivante dalla realizzazione di un progetto di compensazione ? Scherziamo. Quindi questa questione sarà da chiarire, così come saranno da chiarire le ragioni di questa estensione della razionalizzazione ben oltre i confini della Val Formazza.

In realtà esso appare un nuovo grande impianto di trasporto di energia piuttosto che altro e forse un cavallo di Troia per far correre il futuro Interconnector. D’altra parte ieri sera questa ipotesi non è stata smentita a chiare lettere. A presto seguiranno altri incontri pubblici: Comune per Comune, così hanno promesso. Vedremo

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