Italia Nostra

Data: 6 Dicembre 2013

Valsessera da proteggere!

Il recente anniversario della tragedia del Vajont suggerisce l’ opportunità di parlare a fondo del progetto di ampliamento di una diga in Valsessera. Questa valle è situata nel Biellese orientale e prende appunto il nome dal torrente Sessera che l’ attraversa prima di confluire nella Sesia. Il Consorzio di bonifica della Baraggia intenderebbe aumentare l’ invaso dagli attuali 1,5 milioni di metri cubi di acqua a 12 milioni, vale a dire 8 volte più grande. Per portare l’ acqua in basso dovrebbero realizzarsi 28 Km di condotte sul territorio, operando importanti sventramenti. La motivazione per la costruzione di tutto ciò si rifà alla necessità di maggior quantità di acqua per scopi agricoli, in particolare risicoli. Nel Biellese esistono già cinque invasi a servizio della pianura, di cui tre proprio per la risicoltura. Perché dunque reiterare in tal senso?

L’analisi degli andamenti agricoli per la produzione di riso non giustifica tutto ciò. L’opinione di esperti del suolo e della selezione delle varietà di riso evidenzia come sia possibile ridurre la quantità di acqua necessaria alla coltivazione operando opportune scelte. La risposta del Consorzio si limita ad affermare che la coltivazione è affar loro e che gli altri debbono semplicemente fornire l’ acqua necessaria. Una impostazione di tal genere non può soddisfare i Comuni interessati dalle opere e tanto meno la popolazione, né sul piano ambientale né su quello economico e tanto meno su quello del rischio. Siamo in presenza di un sito SIC per il quale già in passato è stato respinto un progetto simile, per la salvaguardia di specie protette ed uniche. Recenti episodi di siccità grave patiti dal torrente Sessera hanno confermato quanto delicato sia l’ eco-sistema interessato che il confuso disciplinare sul deflusso minimo vitale non basta a tutelare. Non si può a questo punto non rifarsi alla Convenzione Europea del Paesaggio, sottoscritta oramai da 38 Paesi europei, sia membri che no della Comunità Europea e da parecchi anni.

Solo l’ ottusa burocrazia soprattutto regionale consente che non si dia operatività di legge alla Convenzione, privando i Cittadini del sacrosanto diritto di operare scelte sul territorio in cui vivono e costringendoli ad accettare quelle finalizzate ad interessi di parte. La Convenzione Europea, che trova anche nella altrettanto fondamentale Convenzione delle Alpi uno strumento essenziale, sarebbe in grado opportunamente applicata di operare valutazioni e scelte ampiamente condivise. I numerosi incontri che si sono effettuati con Ministri ed altre personalità, riscontrando interesse a giustificazione delle perplessità evidenziate, lasciano radicate speranze che si giunga a decisioni diverse da quelle paventate, per assicurare al territorio un avvenire meno incerto. In tal senso le Associazioni culturali ed ambientaliste del Biellese continueranno a sostenere senza esitazioni l’ attività del Comitato costituito a difesa della Valsessera.

Roberto Pozzi

Presidente Osservatorio del Biellese Beni culturali e Paesaggio Onlus

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