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Minore: su iniziativa di Italia Nostra nasce a Ostuni la Comunità Patrimoniale di Petrolla per la tutela e la valorizzazione di un importante sito archeologico e naturalistico

31 Marzo 2025

Fare comunità: un intento – anzi, una necessità – per affrontare costruttivamente una criticità e/o una risorsa di un territorio. Soprattutto quando ad agire per la tutela di un bene culturale o paesaggistico è un’associazione nazionale da decenni presente e attiva come Italia Nostra, che nella salvaguardia del patrimonio storico e naturale italiano riconosce la propria identità assumendosene il dovere etico, civile e sociale ancora a settant’anni dalla sua fondazione.

Il 28 marzo 2025 può senz’altro considerarsi una data storica per la sezione «Messapia» di Italia Nostra, in quanto giornata fondativa della Comunità Patrimoniale di Petrolla, che prevede la cantierizzazione, nella proprietà privata Gallone – Leone, di un progetto che si prefigge di coniugare aspetti storici, culturali, paesaggistici, ambientali e sociali, attraverso la costruzione di un legame duraturo tra le nuove generazioni e un «gioiello» territoriale quale quello individuato a tale scopo, ubicato a Villanova, Marina di Ostuni.

Con lo strumento della Comunità Patrimoniale, previsto dalla Convenzione di Faro (Consiglio d’Europa, 2005), Italia Nostra intende tutelare e prendersi cura dell’eredità culturale e paesaggistica rappresentata dal sito archeologico e naturalistico di Petrolla, con un’attività di fruizione e valorizzazione «critico-conservativa-sostenibile» che, nelle previsioni dell’arch. Ilaria Pecoraro, presidente di Italia Nostra – «Messapia» e referente del progetto, «produrrà al contempo benessere culturale e sociale della collettività, innovative formule di gestione delle bellezze naturali e artistiche dell’area privata e, si spera, creazione di futuri posti di lavoro, intercettando anche i vicini tracciati delle storiche vie Traiana, Francigena, Procaccio».

La creazione della Comunità Patrimoniale di Petrolla, la prima in provincia di Brindisi e tra le prime in Puglia, rientra nel più ampio progetto denominato «Minore. Un faro sul Patrimonio culturale», finanziato con un bando del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e siglato a livello nazionale con Italia Nostra, che, testualmente, mira alla «conservazione del Patrimonio comune locale “minore” tramite la costituzione di Comunità Patrimoniali, come indicate nella Convenzione di Faro, per facilitarne la conoscenza e favorirne la valorizzazione».

Folta, la schiera dei soggetti appartenenti alla Comunità, tuttora in espansione: l’Arcidiocesi di Brindisi – Ostuni, il Forum della Società Civile di Ostuni, l’Associazione Appia Traiana Francigena di Ostuni, l’Istituto Comprensivo (scuola elementare e media) «Giovanni XXIII – Bosco», l’Istituto Comprensivo (scuola elementare e media) «Pessina – Vitale-Barnaba», l’Istituto Tecnico Superiore Agrario Commerciale «Pantanelli – Monnet», il Liceo scientifico – classico – artistico «Pepe – Calamo», la Coop. Gaia, il G.A.L. Alto Salento, il Parco delle Dune Costiere, l’Ordine professionale degli Architetti della Provincia di Brindisi, la sezione UniTre Ostuni, l’Associazione Amici della Biblioteca Diocesana «Ferrigno» di Ostuni, il Comitato «Laudato si» di Ostuni, l’associazione nazionale SIGEA, in collaborazione con il Segretariato Regionale del MIC per la Puglia e la Soprintendenza SABAP per le Province di Brindisi e Lecce.

Il «battesimo» di una rete di tale rilevanza, e non solo per il territorio di Ostuni, è stato per i responsabili della sezione territoriale «Messapia» di Italia Nostra l’occasione per organizzare una giornata di studi che, nell’auditorium del Liceo «Pepe – Calamo», ha visto numerose figure istituzionali e professionali partecipare a un confronto con un’approfondita riflessione sui temi della tutela del patrimonio culturale, paesaggistico e ambientale locale.

In apertura dei lavori, alla presenza di un attento e nutrito pubblico composto da studenti e studentesse, docenti, rappresentanti di Enti del Terzo Settore, giornalisti, architetti e rappresentanti delle istituzioni, la presidente Pecoraro si è opportunamente soffermata, tra le altre argomentazioni, sull’importanza dei principi della Convenzione di Faro e sui valori ad essa afferenti con i benefici sociali e anche economici che ne derivano a livello territoriale.

In continuità con tali contenuti, il presidente dell’Ordine degli Architetti della Provincia di Brindisi, Maurizio Marinazzo, prendendo spunto dal Codice dei Beni Culturali del 2004 e citando la definizione di Comunità Patrimoniale concepita a Faro un anno dopo, ha posto in rilievo il valore insostituibile delle Comunità. E approfittando del contesto scolastico in cui si svolgeva il convegno e della folta presenza di studenti e studentesse delle scuole di ogni ordine e grado, ha corroborato tale valenza con la funzione educativa che esse possono e devono svolgere, citando a tal proposito la creazione delle «Comunità Educanti».

Particolarmente suggestiva la relazione di Michele Campisi, Segretario Generale di Italia Nostra che, reduce da una meditativa passeggiata mattutina nel centro storico di Ostuni tra verde pubblico e giardini «segreti», ha improntato il discorso sull’importanza della parola con i suoi significati e i suoi molteplici sensi, non solo linguistici: sentimenti, emozioni, idee, proposte esistenziali. Ha dunque estrapolato dal concetto paradigmatico di «Ecologia» i tre livelli sociali a suo parere più rilevanti: l’individuo (non solo l’essere umano), la popolazione (l’insieme di individui) e la comunità (popolazione che si dà delle regole di convivenza civile indispensabili per la crescita sociale e culturale).

La storica dell’arte Enza Aurisicchio ha sviluppato l’illustrazione storico-artistica delle emergenze architettoniche di carattere segnatamente ecclesiastico di Petrolla, tra queste la chiesa di Santa Maria delle Mura.

A conclusione dei lavori della mattinata l’arch. Pecoraro ha illustrato i caratteri tecnico-costruttivi ed architettonici delle mura medievali che cingevano un tempo 4222 metri dell’originaria città di fondazione angioina, sottolineando come attualmente ne siano rimasti in piedi solo circa 350. Inoltre è stata illustrata l’originaria estensione territoriale dell’antico abitato, già frequentato in età preistorica, concludendo con un omaggio ad Assunta Cocchiaro, già funzionario della Soprintendenza ai beni archeologici per la Puglia, poi SABAP per le province di Brindisi e Lecce, al cui intervento si deve la scrittura della valutazione di interesse culturale avviata dalla famiglia Gallone – Leone.

Infine è stata siglata la nascita della Comunità Patrimoniale, con la firma del «Certificato di Battesimo» sottoscritto da Gabriella Leone, proprietaria del bene, dalla presidente del Forum della Società Civile Teresa Lococciolo e dalla stessa presidente di Italia Nostra – sezione «Messapia» Ilaria Pecoraro.

La sessione pomeridiana è stata coordinata da Massimo Guastella, docente di Storia dell’Arte Contemporanea dell’Università del Salento, che ha introdotto i lavori con un’articolata considerazione sull’importanza del mondo accademico ma anche della comunità scientifica in ottica di tutela e valorizzazione dei beni storico-artistici e paesaggistici, attraverso la ricerca, lo studio e la conoscenza.

Tre figure di alto spessore hanno quindi dato vita a un dibattito di tutto interesse e dai contenuti anche inediti, confrontandosi sugli aspetti legati alla fragilità del paesaggio pugliese, in gran parte vittima della catastrofica diffusione del batterio della «Xylella fastidiosa» nel Salento e nella piana degli olivi millenari dell’Alto Salento.

Il patologo vegetale Marco Scortichini ha tenuto una disamina dei danni inferti dal contagio e delle più attuali tecniche di salvaguardia e rivitalizzazione degli ulivi, dimostratesi particolarmente efficaci.

Le architette Maria Piccarreta e Michela Catalano, del Segretariato Regionale del Ministero della Cultura, hanno dal canto loro affrontato il tema «Il Paesaggio e lo sviluppo fra le rinverdite chiome di Puglia», con documentazione fotografica di tale processo evolutivo, offrendo nondimeno interessanti spunti di riflessione su alcune norme di recente introduzione che, per alcuni aspetti aberranti, rischiano non solo di compromettere il graduale rinverdimento degli uliveti contagiati ma anche la loro sopravvivenza.

Alcuni interventi dal pubblico hanno concluso un’interessantissima giornata che, grazie all’attento e puntuale coordinamento della presidente Ilaria Pecoraro, ha coinvolto non solo gli addetti ai lavori, ma in particolar modo tanti studenti e studentesse in una proficua riflessione sulle vicende legate all’ambiente nelle sue molteplici sfaccettature: paesaggio, arte, storia, ecologia, scienza, tecnologia, socio-antropologia, economia.

Domenico Saponaro

 

Ostuni, 29 marzo 2025