Italia Nostra

Data: 1 Agosto 2011

Bloccata per l’intera estate l’installazione dei radar in Sardegna

Il presidente della prima sezione del TAR Sardegna Aldo Ravalli ha accolto due ricorsi presentati dagli avvocati Andrea e Paolo Pubusa per conto di Italia Nostra e ha deciso in via cautelare di sospendere l’installazione dei radar a Sant’Antioco e a Fluminimaggiore nella costa occidentale della Sardegna. Il prossimo 5 ottobre la camera di consiglio collegiale valuterà se confermare o modificare il dispositivo.


Un importante risultato per l’Associazione Italia Nostra, per il movimento NOradar, per i cittadini e per quanti hanno creduto in questa lotta a difesa della salute, del territorio e del bellissimo paesaggio costiero della Sardegna, vera risorsa dell’isola.
La tregua estiva, conseguenza della decisione del TAR Sardegna, consentirà a quanti si sono mobilitati di ripensare la protesta antiradar e di studiare le prossime iniziative senza l’affanno di veder nascere da un giorno all’altro i cantieri della società Almaviva in alcuni tra i promontori più suggestivi dell’isola, siti costieri rilevanti sotto l’aspetto paesaggistico e ambientale, che rischiano di essere irrimediabilmente compromessi da queste torri di acciaio alte 15 mt. I radar che si vorrebbero installare sono strumenti pericolosi per la salute umana, per l’ecosistema e per la conservazione della biodiversità (aree SIC e ZPS). In questa vicenda sono in gioco, oltre alla credibilità degli enti preposti alla tutela della salute e dell’ambiente, anche l’applicazione forzata dell’articolo 147 del Codice BBCC ed
una prassi che vede gli organi della tutela del paesaggio, come troppo spesso accade, in una posizione tanto subalterna da esprimere inverosimili pareri favorevoli “in considerazione dell’esigenza di sicurezza nazionale” o ipotizzando improponibili e banali “opere di mitigazione”, quali la piantumazione di arbusti e cespugli, per nascondere strutture di rilevantissime dimensioni.
Inoltre la rete di radar, giustificata in una prima fase come un sistema di controllo dell’immigrazione clandestina, assume sempre più una connotazione di carattere militare e di intelligence (il cosiddetto sistema C4I) e rappresenta quindi nuove e pesanti servitù per la regione Sardegna, la più gravata in assoluto da basi militari che stanno desertificando il territorio, mettendo a rischio la salute dei cittadini e distruggendo ambiente e paesaggio.


Contatti
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