Italia Nostra

Data: 17 Maggio 2017

1a Giornata dei Beni Comuni a Melilli

Italia Nostra – Melilli non ha mancato l’appuntamento con la 1a Giornata Nazionale del Bene Comune, fissata dall’Associazione IN per tutta Italia nel giorno di domenica 14 maggio.

Condivisa unanimemente dai soci della sezione, per l’argomento affrontato durante l’incontro distintivo di IN Melilli, la scelta del Bene Comune melillese da salvaguardare per lo stato di degrado in cui versa l’edificio è ricaduta sulla Chiesa dello Spirito Santo. 

Alla presenza di un folto gruppo di partecipanti e del Presidente Regionale di IN Sicilia, arch. Leandro Janni, dopo un sopralluogo per la valutazione dello stato attuale del sito, sono stati rievocati, dal vice presidente locale Giuseppe Immè, i momenti salienti della memoria religiosa legata alla Chiesa. Una particolare attenzione è stata data, oltre alle Confraternite dedite alla pratica devozionale non solo dello Spirito Santo ma anche di Santa Lucia e della Vergine Maria, alle maestranze – locali e non – che concorsero alla realizzazione del fabbricato durante la seconda metà del XVIII secolo. L’iscrizione posta all’interno di un cartiglio sorretto da angeli nell’arco trionfale (Elegi locum istum, ut sit nomen mueum ibi in sempiternum 1796) indica inequivocabilmente un terminus post quem: i lavori, avviati nel 1753 e pressappoco rifiniti nel 1766, sarebbero stati ultimati con il ricco apparato decorativo degli interni alla fine del XVIII secolo.

Fino ad ora si possedevano solo informazioni sommarie sugli architetti-artigiani impegnati nella ricostruzione della chiesa: a tal riguardo sono stati proposti grandi nomi di artisti, alcuni dei quali attivi a Melilli nei due edifici religiosi principali nello stesso arco di anni in cui si intraprendevano i lavori di costruzione del luogo di culto in questione. Nuove informazioni permettono oggi di assegnare la paternità del piano di lavoro della chiesa dello Spirito Santo a personalità dell’epoca di primissimo livello, tra cui anche ad un capo mastro delle regie fabriche di Siracusa; mentre, per l’esecuzione del progetto, andrebbe accettata la proposta, già suggerita dalla bibliografia tradizionale, di attribuire alla manodopera specializzata locale il merito di essere stata la realizzatrice eccellente di un programma edilizio colto e molto raffinato.

La presidente Nella Tranchina ha tenuto a precisare che la chiesa gravemente danneggiata dal sisma del 13 dicembre del 1990; fu restituita alla fruizione dei fedeli dieci anni dopo con la messa in sicurezza solo dell’edificio, invece, gli arredi mobili non furono mai oggetto di restauro, pertanto, altari, pale, statue, incisioni ed ancora suppellettili vari di carattere devozionale e liturgico giacciono in uno stato di totale abbandono. Le infiltrazioni d’acqua derivanti dalla confinante sagrestia e la “chiusura decennale forzata” dovuta ai lavori di restauro della piazza e scalinata adiacente alla “fabbrica” hanno prodotto il restante disastro.

Per sollecitare gli organi competenti ad agire celermente, oltre all’evento specifico del 14 maggio, la sezione IN di Melilli ha allestito nei locali di via San Cristoforo (saletta EcoMuseo Monti Climiti) una mostra documentaria sull’emergenza architettonica dell’edificio. La mostra sarà aperta al pubblico dal 14 al 18 maggio 2017 ore 18,00 – 20,00.

Italia Nostra Melilli
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