Il Comune di Caltanissetta ha ospitato, nella Galleria Civica d’Arte del seicentesco Palazzo Moncada, la mostra della pittrice Anna Kennel “Tra sogno e realtà”. Un’artista che, con la sua sensibilità, l’interesse per la natura e un linguaggio poetico, trasmette all’osservatore le emozioni e i valori della Madre Terra. Nella Sala degli Oratori di Palazzo Moncada, sabato 24 novembre 2018, come momento conclusivo dell’esposizione, ha avuto luogo una tavola rotonda dal titolo “Arte Natura ed Ecologia”. Relazioni del prof. Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia, dell’ing. Amedeo Falci, ambientalista e ornitologo, del prof. Attilio Carapezza, entomologo e presidente della Società Siciliana delle Scienze Naturali, del prof. Salvo Ferlito, critico d’arte, e infine di Carmelo Sardegna, responsabile nazionale cultura dei Verdi. Sono altresì intervenuti, per un saluto, l’assessore alla Partecipazione e Creatività del Comune di Caltanissetta, arch. Pasquale Carlo Tornatore e il presidente della Pro Loco Caltanissetta Giuseppe D’Antona. La pittrice Anna Kennel ha ringraziato i presenti e ha sinteticamente illustrato il senso delle sua opere pittoriche. La tavola rotonda si è conclusa con un breve concerto, animato del trio musicale composto dal soprano Maria Grazia Tornabene, dalla violoncellista Franca Bongiovanni e dalla violinista Silvia Cortese. Sono stati eseguiti brani di Vincenzo Bellini, di Vaccai, di Benjamin, di Ritz Ortolani e di Cesare Andrea Bixio. Il finissage ha costituito la degna conclusione di una bella mostra, nonché una riflessione sui temi relativi alla tutela dell’ambiente e del patrimonio naturalistico e paesaggistico, temi e valori fondamentali per il nostro Paese riconosciuti anche dalla Costituzione.
Le diverse mostre personali e collettive che da oltre quarant’anni Anna Kennel ha realizzato in Italia e all’estero, hanno permesso ai fruitori delle sue opere di vivere speciali momenti di contemplazione e di riflessione. L’inconfondibile nitore del segno grafico di Anna Kennel, l’estrema precisione nel delineare e dare forma al proprio immaginario, l’armoniosa raffinatezza nell’orchestrare e amalgamare le cromie, l’adesione incondizionata e programmatica al verbo figurativo, l’approccio quasi scientifico e sentitamente ecologista al mondo naturale, sono tutte caratteristiche fondamentali e costitutivi di un modo assolutamente “classico” di considerare il proprio ruolo di artista. Anna Kennel ama il mondo naturale e ne canta l’incommensurabile bellezza, ma ciò senza mai incorrere nella fuga del reale, e ancor meno senza indulgere ad artifici di retorica o a stucchevolezze estetizzanti. Il suo linguaggio e la sua sintassi figurativi nulla, infatti, concedono alle facili piacevolezze o ai semplicismi didascalici. Viceversa – pur nella totale fedeltà e la verità ottica – si rendono capaci di una assai intensa efficacia narrativa, impregnata d’un sostrato emozionale ed affettivo mai squillante o esibito, ma espresso con misura attraverso un lirismo raffinato ed elegante. Nessun tono languidamente elegiaco (tipico di chi rimpianga un Eden idealizzato e ormai perduto) né tanto meno teatralmente allarmistico (com’è proprio di coloro che mirino a suscitare delle facili emozioni), ma un approccio carico di un profondo sentimento di rispetto per la natura. La mimesi figurativa si fa dunque appropriata espressione di una ferma volontà di denuncia delle insidie cui la terra è sottoposta per ottusa cupidigia o mera superficialità, e tutto ciò rifuggendo da catastrofismi esibiti e plateali e proponendo invece per lo smascheramento simbolico o allusivo o per il ricorso all’umor e all’ironia. Il messaggio ambientalistico di Anna Kennel è diretto ed efficace, con una fresca immediatezza che è tipica della battuta improvvisa e folgorante o del motto salace e irriverente che può indurre ad emozionare i singoli individui.
Anna Kennel scrive delle sue opere: “La natura che ci circonda è stata sempre un tema centrale nella vita dell’uomo; la cruciale importanza per il suo equilibrio è fondamentale. Sin dalla fine degli anni settanta gli intellettuali hanno creato una corrente letteraria per sviluppare una sensibilità ed una coscienza maggiore, sempre più accentrata verso la tutela della natura, chiamata ecocriticism (in italiano ecocritica), scrivendo pagine immortali di letteratura ambientale. Anche gli scienziati ecologisti si sono impegnati per studiare ed affrontare problematiche importanti per il Pianeta. La letteratura, la scienza, e perché no, anche l’arte, hanno creato un pensiero di vita diverso. Abbiamo creduto, sino a pochi decenni fa, che la Terra sarebbe stata sempre in grado, nell’arco di 365 giorni, di rigenerarsi, dando luogo ad uno scontato ciclo di vita. Non è stato così! La vita di un intero pianeta è stata sconvolta, e l’ecosistema, così perfetto, ma anche così fragile, è stato distrutto. L’umanità dispone di un budget di risorse naturali rinnovabili, che la Terra è stata in grado di rigenerare. Tali risorse vengono consumate sempre più rapidamente, lOvershoot Day (il giorno del superamento delle risorse del Pianeta), è il giorno che ne indica l’esaurimento ufficiale. Oggi non si può più essere indifferenti, continuando ad avere un colpevole disimpegno, sperando che queste parole arrivino all’orecchio di chi non rinunzia a nulla per il “bene comune”, di chi continua a far uso di energie non rinnovabili, di chi fa guerre inutili e devastanti, di chi fa esperimenti nucleari con avidità crescente, di chi deforesta, di chi incendia boschi, di chi fa uso sconsiderato di pesticidi, di chi non rispetta il mare e via dicendo. Insomma a tutti quelli che devono assolutamente cambiare, riprogettando un mondo in grado di vivere senza né colpe né rimorsi, ma soltanto avendo un autentico rispetto per la vita. Sino ad oggi l’uomo ha fatto del suo peggio; adesso è tempo che faccia del suo meglio per abbandonare questa realtà per un sogno migliore.”
(Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia)









