Italia Nostra

Data: 4 Aprile 2018

Buscemi: il rilancio dei piccoli comuni passa per la valorizzazione del patrimonio storico-artistico

Lo scorso 23 Febbraio la comunità buscemese aveva inaugurato il complesso restauro dello storico organo della
Chiesa di S. Antonio di Padova, opera di Donato Del Piano, con una Messa Solenne ed un concerto del Maestro Gianluca Libertucci, organista della Basilica Vaticana (v. foto a seguire).

Il 21 marzo u.s., sempre a Buscemi nella Sala del Consiglio Comunale attrezzata all’uopo, al cospetto di un folto e qualificato pubblico intervenuto anche da Siracusa, Solarino e Noto, ha avuto luogo un altro importante appuntamento culturale, questa volta a cura della Rete Museale Iblea, per una conversazione sul pregevole simulacro ligneo dell’Addolorata, anch’Esso custodito nella Chiesa di S. Antonio, a cura dell’architetto e saggista gangitano Salvatore Farinella e del  nostro storico dell’Arte, prof. Paolo Giansiracusa.

L’Addolorata di Buscemi è attribuita allo scultore gangitano Filippo Quattrocchi (1738 – 1813) che, appartenente ad una famiglia di artisti (gli zii materni Nicola e Giovanni rispettivamente intagliatore e pittore), aveva perfezionato la sua formazione nel disegno e nell’uso del colore presso la bottega del palermitano Vito D’Anna, il maggiore pittore del Settecento siciliano.

Al Quattrocchi appartengono numerose opere di scultura sacra custodite soprattutto in chiese storiche dell’area madonita, peloritana e del centro della Sicilia.

L’Addolorata di Buscemi costituisce probabilmente un unicum  del Quattrocchi nel comprensorio ibleo.

La datazione, iniziamente segnata 1732, per ragioni anagrafiche e storiche è stata correttamente spostata al 1779.

Si deve probabilmente a don Giuseppe Quartararo, governatore per i Requisenz delle Terre di Buscemi e Solarino, la commessa della Statua allo scultore Quattrocchi per conto della nobile Famiglia. Tale ipotesi è avvalorata da una piccola scultura custodita a Solarino, assai simile alla Statua, di cui  con molta probabilità è il bozzetto preliminare. L’esecuzione di un bozzetto da mostrare al committente per l’approvazione, prima della realizzazione dell’opera  “in grande”, al tempo era infatti prassi ordinaria.
L’arch. Farinella, oltre a sottolineare i caratteri stilistici e cromatici delle opere del Quattrocchi, ha presentato una esauriente carrellata di opere dello scultore.  Si è soffermato sul particolare del materiale vitreo usato dallo scultore per gli occhi delle statue, tuttavia non riscontrabile nella statua du Buscemi. Si è inoltre detto dubbioso sulla possibilità che la piccola Addolorata di Solarino ne sia il bozzetto, per alcune piccole difformità rispetto alla scultura di Buscemi.

Poi è stata la volta del prof. Giansiracusa che, da oratore raffinato e coinvolgente oltre che da valente storico dell’Arte, ha tenuto alta l’attenzione dell’uditorio tratteggiando magistralmente i pregi formali e cromatici dell’Addolorata, nonché il pathos  che l’espressione dolente della Madonna, sottolineato dall’incarnato diafano, è in grado di trasmettere ai fedeli ed agli estimatori dell’ Arte scultorea.

Un importante particolare sono le palpebre che lasciano solo una sottile fessura attraverso la quale si intravede lo sguardo dolente; ne deriva che tale scelta artistica non ha permesso l’utilizzo di materiale vitreo per i bulbi oculari.

Paolo Giansiracusa si è poi soffermato sulla piccola scultura  di Solarino condividendo la tesi del “bozzetto” riferito alla statua di Buscemi, sostenuta anche dallo studioso solarinese Giovanni Sudano che ringrazio  per avere reso disponibile la foto.

Ciò in virtù del fatto che il bozzetto non era altro che un saggio da sottoporre al committente, il quale poteva anche richiedere eventuali modifiche. L’esistenza a Solarino di un bozzetto del Quattrocchi riferito alla  statua di Buscemi può essere validata dal ruolo di Giuseppe Quartararo, delegato alla cura degli interessi dei Requisenz in quei territori.

L’evento  del 21 Marzo, ufficializzando il pregio artistico dell’opera e l’importanza dell’autore, ha decretato per l’Addolorata del Quattrocchi il ruolo di “pezzo forte” del patrimonio artistico della Chiesa buscemese. ITALIA NOSTRA non può mancare di esprimere il proprio plauso  all’importante evento culturale.

Come non può esimersi dal biasimare il disinteresse di tutti i Soggetti istituzionali preposti all’operazione di ricostruzione della fontana-abbeveratoio “Madre di Dio”, lascito della civiltà contadina e segno identitario del paesaggio suburbano del piccolo centro ibleo (v. segnalazione “Lista Rossa” sul link della Sezione).

Oltre al Sindaco, erano presenti: l’arch. Salvatore Cancemi, direttore della Casa-Museo “A. Uccello”, il dott. Lorenzo Guzzardi, direttore del Polo Museale, il dott. Rosario Acquaviva, responsabile della struttura etnoantropologica diffusa “Paese-Museo, i luoghi del lavoro contadino”, lo studioso solarinese Giovanni Sudano e diversi qualificati esponenti dell’associazionismo culturale netino e siracusano, a dimostrazione dell’interesse che la comunità territoriale coltiva per l’area iblea.

 

prof.ssa Liliana Gissara
Vicepresidente Italia Nostra – Siracusa

Addolorata – F. Quattrocchi – 1779

 

Organo di Donato Del Piano sec. XVIII

Bozzetto statua “Addolorata” – Foto di Giovanni Sudano

 

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