Italia Nostra

Caltanissetta, esposto ‘SOS Quartiere Provvidenza’

23 Dicembre 2013

Le parole sono pietre. O impostura. Con la presente gli scriventi arch. Leandro Janni – presidente regionale Italia Nostra Sicilia, arch. Mario Cassetti, ing. Amedeo Alberto Falci, arch. Luigi Picone, arch. Giovanni Santagati denunciano ancora una volta le forti, gravi anomalie, gli elementi di illegittimità (se non di illegalità) riscontati nell’iter relativo al Piano di riqualificazione del Centro Storico di Caltanissetta: “Progetto Pilota”, Intervento progettuale relativo agli isolati 27 e 28 del Quartiere Provvidenza.

L’Amministrazione Comunale di Caltanissetta ha agito in modo assolutamente improprio, in merito alla procedura di affidamento dei lavori mediante pubblico incanto, in quanto, nel redigere il progetto esecutivo, non ha tenuto in debito conto delle prescrizioni esecutive impartite dalla Soprintendenza ai Beni Culturalied Ambientali,nell’ambito del  progetto definitivo.

Pertanto, tale comportamento risulta in palese violazione alle vigenti normative sui lavori pubblici (Decreto legislativo n°163/2006 e D.P.R. n°207/2010), in quanto il progetto posto in gara d’appalto ad oggi è suscettibile di una perizia di variante e suppletiva di sostanziale entità, tale da invalidare il procedimento stesso.

Buona norma impone che l’Amministrazione Comunale, durante la stesura del progetto esecutivo  doveva recepire le prescrizioni della Soprintendenza, e successivamente, procedere all’effettuazione della gara d’appalto. Giova ricordare, che l’entità e la natura delle prescrizioni sono tali da scardinare l’impianto originario delle previsioni progettuali, generando sul nascere pretese economiche da parte dell’Impresa aggiudicataria, riconducibili ad un aggravio della spesa pubblica. In buona sostanza, occorre ridefinire nell’ambito di una perizia di variante e suppletiva  le previsioni progettuali rispetto a quelle originarie, con la contrattazione di nuovi prezzi in ordine a categorie di lavoro originariamente non contemplate. Tutto questo non solo è fuori dall’alveo di  ogni regolare e legittima  procedura, ma dimostra la non fattibilità e cantierabilità dell’intervento.

Dunque, si evidenzia ancora una volta che il progetto voluto dall’Amministrazione Comunale è caratterizzato da interventi di sostanziale demolizione e arbitraria ricostruzione di due isolati del Quartiere Provvidenza, nel centro storico di Caltanissetta. Infine, considerato l’approssimarsi dell’apertura del cantiere, si denuncia il rischio che un eventuale, scriteriato inizio dei lavori, caratterizzato da mancato o inadeguato puntellamento degli edifici storici possa determinare un “effetto domino” per cui, dei due isolati del Quartiere Provvidenza, non resterebbero altro che cumoli di pietre e polvere da sgombrare via con le ruspe (non mancano certo esempi di tal genere, in questa sventurata Città). Ciò non deve accadere, non può accadere. In questo caso, l’intervento pilota si configurerebbe come esemplare caso di barbarie culturale e civile a danno di una città, di una comunità. Ennesimo esempio di mera speculazione edilizia, presentato e celebrato come intervento di recupero edilizio o rigenerazione urbana. Le parole sono pietre. O impostura.

Firmato:

prof. arch. Leandro Janni – Presidente regionale Italia Nostra Sicilia

arch. Mario Cassetti, ing. Amedeo Alberto Falci, arch. Luigi Picone, arch. Giovanni Santagati