Italia Nostra

Data: 18 Giugno 2013

Caltanissetta: la questione “centro storico”

Con Decreto Assessoriale del Territorio e Ambiente Regionale del 13 dicembre 1996 è stata approvata la variante al Piano Regolatore Generale, concernente le Prescrizioni esecutive per l’adeguamento degli standard urbanistici nella zona “A”, con l’individuazione delle zone di recupero urbanistico-edilizio. Tale provvedimento approvava la perimetrazione del centro storico, apportando modifiche e rilevando l’inadeguata analisi dello stato di fatto in ordine allo stato di conservazione e delle tipologie edilizie.

L’intervento progettuale, che l’Amministrazione si accinge a realizzare, relativo agli isolati 27 e 28 del Quartiere Provvidenza,  scaturisce dall’approvazione  del programma costruttivo “Provvidenza”, attualmente in vigore. Si propone, come “ricucitura” e  “riqualificazione” di quell’area storica, ma a giudizio di chi scrive,  trova deboli e discutibili riscontri nei  riferimenti legislativi e ancor meno, nei principi, negli orientamenti culturali e nelle leggi in materia, che si occupano di risanamento conservativo. Anzi, l’intervento stesso, così come si prospetta, scompagina il disegno morfo-tipologico originario d’impianto, cancellando di fatto un pezzo della memoria storica e urbanistica della città. Inoltre, non si inquadra nel contesto di un organico piano di recupero dell’intero centro storico e in particolare del quartiere in oggetto. È opinione degli scriventi, che manca il presupposto essenziale di un approfondito e dettagliato livello di analisi morfo-tipologico degli isolati che sta alla base di una corretta programmazione degli interventi.

L’intervento così come proposto snatura la tendenza al risanamento conservativo di cui all’art. 55 della L.R. n° 71/78 (Legge Urbanistica), dai principi di cui alla L.R. n°70/76 (Beni Culturali). Inoltre, non tiene conto dell’art. 20 del Codice dei beni culturali e del paesaggio / D.Lgs. 22 gennaio 2004 n°42 che afferma: “I beni culturali non possono essere distrutti, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione”. In merito all’articolo 55 della sopra richiamata legge regionale e a proposito di interventi di demolizione e ricostruzione in zona territoriale omogenea “A” di P.R.G., nel dibattito giuridico urbanistico si inserisce il contenuto della sentenza della Corte di Giustizia Amministrativa per la Regione Siciliana n° 490/95, sezione consultiva del 13/09/1995, dove viene chiaramente espresso il principio e la tendenza per il risanamento conservativo dei centri storici, in allineamento ai principi informatori espressi dal sopra richiamato articolo 55 e alle direttive assessoriali in ordine a tali interventi.

Anche le più recenti circolari assessoriali, come la n° 13 e la n° 15 del maggio del 2012, confermano quanto suddetto, demandando per le edificazione nelle aree libere, la valutazione della qualità del progetto alle Sopraintendenze, secondo quanto disposto dalla legge regionale n° 15/2006. A proposito delle aree libere, o rese tali, in relazione a molteplici contingenze di natura urbanistico-edilizia  (forti condizioni di degrado, crolli, demolizioni e provvedimenti di ordinanza) la L.R. n° 71/78 articolo 55 e i richiami della succitata sentenza del C.G.A. stabiliscono che le edificazioni sono esclusivamente subordinate all’approvazione dei piani di recupero, e sino a quanto questi non intervengono, tali aree restano libere e inedificate.

L’intervento progettuale che propone la “ricucitura” e la “riqualificazione” non trova dunque riscontri nei citati riferimenti legislativi né, tantomeno,  nei principi che da esso provengono, cioè del risanamento conservativo. Anzi, l’intervento stesso, così come si prospetta, scompagina il disegno morfo-tipologico originario d’impianto, cancellando di fatto un pezzo importante della memoria storica e urbanistica della città. Pertanto è da ritenersi improprio e inadeguato. Per tali motivi si ritiene necessario, improcrastinabile un confronto pubblico con l’Amministrazione Comunale e con i cittadini, sulla “questione centro storico di Caltanissetta”.

Leandro Janni, Presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia


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