Italia Nostra

Casa Professa: 60 mila manoscritti non possono restare “proibiti”. La tutela senza fruizione è una contraddizione

15 Febbraio 2026
casa professa
Casa Professa: 60 mila manoscritti non possono restare “proibiti”. La tutela senza fruizione è una contraddizione. Una biblioteca pubblica – o comunque di interesse pubblico – ha come finalità primaria l’accesso, la consultazione, la trasmissione del sapere.
 

Il patrimonio manoscritto presso la Biblioteca di Casa Professa a Palermo

Italia Nostra esprime forte preoccupazione per la perdurante inaccessibilità del patrimonio manoscritto custodito presso la Biblioteca di Casa Professa a Palermo: circa 60 mila manoscritti e 400.000 volumi, con esemplari rarissimi come quelli di Niccolò Copernico e di Francesco Petrarcail manoscritto autografo dei “Puritani” di Vincenzo Bellini, che rappresentano una stratificazione secolare di memoria storica, religiosa, giuridica e culturale, nonché la grande quantità di pregiatissime opere a stampa raccolte in un ampio spazio di tempo.
 

Una situazione anomala

Siamo di fronte ad una situazione che appare oggettivamente anomala. Una Biblioteca, per sua natura non è un semplice deposito conservativo, ma un presidio civile di conoscenza,  di ricerca e di trasmissione del Sapere. Quando un patrimonio di tale consistenza resta di fatto sottratto alla consultazione pubblica, si produce una frattura tra funzione istituzionale e realtà operativa.
 

La tutela non è mera custodia fisica

La tutela non può ridursi alla mera custodia fisica. Conservare senza rendere fruibile significa trasformare un bene culturale in un oggetto statico, privato della sua funzione viva. Il valore di un fondo manoscritto non risiede solo nella sua esistenza materiale, ma nella possibilità di essere studiato, interpretato, pubblicato, integrato nei percorsi di ricerca e di formazione.
In una città che fonda la propria identità sulla complessità delle stratificazioni culturali, l’inaccessibilità di un patrimonio di tale rilievo non è una questione tecnica o marginale: è un problema di coerenza culturale e di responsabilità pubblica. Non si tratta soltanto di studiosi privati di strumenti di lavoro, ma di una collettività privata di una parte della propria storia e della memoria.
 
 

Le richieste di Italia Nostra

Italia Nostra ritiene necessario:
 
  • Un chiarimento pubblico sullo stato amministrativo e gestionale del fondo manoscritto e del patrimonio librario. 
  • L’individuazione di un percorso condiviso tra istituzioni competenti che definisca tempi e modalità per la piena riattivazione della possibilità di consultazione.
  • Un piano organico di catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione, affinché la tutela si traduca in reale accessibilità.
  • La cultura non può essere oggetto di narrazioni celebrative mentre, nei fatti, parti significative del patrimonio restano chiuse. La salvaguardia autentica coincide con la fruizione consapevole e regolata, non con l’immobilità.

Italia Nostra rinnova la propria disponibilità a collaborare con tutte le istituzioni interessate affinché si superi questa anomalia e si restituisca alla città e alla comunità scientifica un patrimonio che appartiene alla storia della Sicilia e di tutti noi.

La Memoria non si conserva chiudendola a chiave. Si protegge per renderla viva.
 

Nella Tranchina
Presidente Consiglio Regionale Italia Nostra Sicilia e Presidente IN sez. di Melilli

 

Per la foto: http://Di Effems – Opera propria, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=80809440