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Data: 25 Luglio 2022

Case a 1 euro nel centro storico di Caltanissetta. Non basta un “regolamento”  

Nell’ambito della manifestazione “The Road to Terra Madre”, che ha avuto luogo al Centro culturale “Michele Abbate” a Caltanissetta, il 25 e 26 giugno scorsi, è stato trattato e approfondito il tema delle “case a 1 euro”: un particolare progetto urbanistico e di marketing territoriale capace di attivare processi di rigenerazione urbana e sociale in antichi borghi in via di spopolamento. Positivi, emblematici, in Sicilia, i casi di Mussomeli, Cianciana e Sambuca, dopo la primaria esperienza di Salemi, mal gestita dall’ex sindaco Vittorio Sgarbi.  

In questi giorni, il progetto delle “case a 1 euro” è stato analizzato e proposto dal Consiglio Comunale di Caltanissetta e, specificatamente, dal consigliere Fabrizio Di Dio, presidente della Seconda commissione consiliare – “Assetto del Territorio”. Di Dio propone anche una bozza di “regolamento”, che ricalca diligentemente quanto già elaborato e posto in essere dalle Amministrazioni comunali di Mussomeli, Cianciana e Sambuca.  

«Redatto il bando relativo all’avviso per il censimento degli immobili abbandonati fatiscenti o pericolosi, iniziato dall’allora assessore comunale Andrea Milazzo e dalla giunta Campisi – spiega il consigliere Di Dio specificando gli aspetti operativi – si dovrà procedere a offrire l’acquisto di vecchi immobili a un prezzo simbolico di un euro a potenziali clienti italiani e stranieri. Gli acquirenti dovranno realizzare i necessari interventi di ristrutturazione, riqualificazione, messa in sicurezza degli stabili entro tre anni, impegnandosi con una fideiussione di 5000 euro a favore del Comune e a garanzia di tali interventi, pena la risoluzione del contratto e la relativa perdita delle somme versate. Gli immobili potranno essere destinati a finalità abitative cohousing, albergo diffuso e b&b, ma anche a ulteriori tipologie abitative e ricettive». 

Qui a Caltanissetta, però, c’è un problema, rispetto alle altre, citate realtà siciliane. Insomma: per essere interessante e attrattivo, il progetto delle case a 1 euro deve proporre, offrire anche e soprattutto uno “stile di vita”, in un contesto sostanzialmente autentico, sano. Originario e originale. Un contesto, un ambiente dove prevalgono relazioni, rapporti di vicinato all’insegna della solidarietà e della cordialità. All’insegna di una «festosa, spontanea convivialità» – come ha sottolineato il sindaco di Mussomeli Giuseppe Catania. Qui, nel centro storico di Caltanissetta, il contesto, il tessuto sociale appare oggi inesorabilmente disgregato, disomogeneo. E assai povero. Negli ultimi anni, poi, tale contesto è fortemente connotato dalla significativa presenza di cittadini stranieri provenienti, in prevalenza, dal Pakistan, dal Marocco e dalla Romania.  

Pertanto, è inevitabile chiedersi: quale sarebbe “lo stile di vita” proposto a chi dovesse comprare, restaurare e abitare in una “casa a un euro”, nel centro storico di Caltanissetta? E questa domanda, ritengo che se la debbano porre anche i promotori e i sostenitori del “Primo parco mondiale dello stile di vita mediterraneo”, di cui Caltanissetta è capofila. Ottimismo, certo, impegno e immaginazione sono necessari. Ma anche analisi e progetti sociali e urbani seri ed efficaci. E un sano pragmatismo politico e amministrativo. E’ troppo?  

Prof. Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia   

 

 

NOTA DI MELINA PIGNATO, ANTROPOLOGA 

Caro Leandro Janni, 

temo che per il centro antico di Caltanissetta sia già tardi. C’è da fare un lavoro enorme perché enormi sono gli errori commessi … La confusione fra multiculturalità e integrazione (confusione letale se si ragiona in termini di reti di vicinato), la perdita di esercizi commerciali storici e “identitari”, il mancato controllo sulla qualità e natura di nuove attività economiche (buttare un occhio alle direttive europee Bolkestein), l’assenza di controlli sulle situazioni abitative (contratti, allacci, pagamento tasse sulla nettezza urbana ecc) … La ghettizzazione del centro antico è già in atto. Contenerla e governarla richiede una rivoluzione politica e non riesco a immaginare chi possa farla. Cosa si offre esattamente con le case a un euro? 

E poi: c’è chi si riempie la bocca con “multiculturalità” come se fosse un valore in sé. Non lo è, e non può esserlo se non c’è scambio e comunicazione … senza è semplicemente un mosaico di tessere distinte e può trasformarsi in un problema socioculturale. L’integrazione è un’altra cosa. In sintesi: la multiculturalità è un semplice dato demografico (su un certo territorio vivono i gruppi etnici X, Y, Z …), l’integrazione un laborioso processo. (Roma, 24 luglio 2022) 

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