Opere pubbliche: a volte, consumo e spreco di territorio
Il concetto di consumo di territorio (PRG tarati male, speculazioni su aree di pregio, abusivismo di varia origine, etc.) può essere utilmente perfezionato introducendo la distinzione concettuale tra consumo e spreco.
In buona sostanza di ciò si tratta quando si costruiscono manufatti per le più svariate destinazioni d’uso (scuole, ospedali, case, carceri, segmenti stradali che dal nulla iniziano e nel nulla finiscono, viadotti e ponti senza né prima né dopo, etc.) e si abbandonano in corso d’opera, o a lavori ultimati, al vandalismo di quest’epoca neo-barbarica e al degrado del tempo in dispregio delle esigenze che quei progetti avevano prodotto, del denaro speso e del territorio sacrificato.
L’Italia è ricchissima di manufatti dismessi prima ancora di essere utilizzati, frutto della mala politica e del malaffare.
Si tratta di uno scandaloso spreco di territorio e di denaro che va censurato in modo rigoroso!
Oltre alla censura vanno formulate proposte, anche legislative, per un riuso possibile di questi migliaia di ingombranti, inutili e deturpanti manufatti fantasma di cui è disseminato il territorio nazionale, o per la loro definitiva smobilitazione. In un’Italia dove mancano case, scuole, ospedali, carceri, strade bisogna levare una voce forte contro tanto dissennato sperpero. La richiesta della compilazione di un banca-dati nazionale delle opere incompiute e/o inutilizzate al Ministero competente è il minimo che si possa fare nel contesto delle iniziative che ITALIA NOSTRA da tempo porta avanti a tutela della salvaguardia e del migliore uso possibile del territorio.
Liliana Gissara
Vicepresidente della sezione di Siracusa
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galleria fotografica:
foto di un edificio (anni ‘70) in piena città storica destinato ad Albergo-scuola, più volte ristrutturato e riarredato e mai entrato in funzione, seguite da 2 foto di un edificio di proprietà della Croce Rossa (anni ‘60), mai ultimato, deturpante ed inutile rudere adagiato nella campagna siracusana, pericolosa ed irrecuperabile struttura neanche messa in sicurezza










