Italia Nostra

Data: 17 Ottobre 2011

Discarica autorizzata davanti l’Abbazia di Santo Spirito

Sembra, ormai, che tutto sia possibile, a Caltanissetta. Il luogo in cui oggi sorge l’Abbazia normanna di Santo Spirito era, probabilmente, un luogo di culto già in epoca bizantina, come ci fa supporre la dedicazione allo Spirito Santo. Le chiese siciliane di origine bizantina, infatti, sono spesso dedicate allo Spirito Santo, a san Basilio o san Nicola, mentre quelle di origine normanna erano dedicate alla Madonna, a san Pietro o agli altri apostoli. Inoltre, sembra ormai certo che l’attuale biblioteca fosse un tempo un casolare arabo, inglobato nella struttura normanna. Commissionata dal conte Ruggero e da sua moglie Adelasia, la chiesa fu consacrata nel 1153 e affidata nel 1178 ai canonici regolari agostiniani, anche se fu soltanto nel 1361 che iniziò la serie degli abati. L’edificio religioso fu restaurato una prima volta già nel 1568, ad opera di Fabrizio Moncada, figlio di Francesco I conte di Caltanissetta. In seguito furono effettuati altri restauri nell’ultimo trentennio del XIX secolo, fino a quelli più recenti, che si sono conclusi negli anni appena trascorsi. Nel 1759 la contessa Ruffo Moncada affidò l’Abbazia ai padri cappuccini, l’ultimo dei quali morì nel 1904. La chiesa di Santo Spirito fu la prima parrocchia della città di Caltanissetta. La data di consacrazione (1153 d.C.) ci è pervenuta grazie a una lapide commemorativa posta sul pilastro sinistro dell’abside maggiore. L’Abbazia, al cui interno sono custodite preziose opere d’arte sacra e d’artigianato, è uno dei simboli della città di Caltanissetta. Insieme al vicino Museo Archeologico Regionale costituisce un importante polo museale.

Recarsi all’Abbazia di Santo Spirito e trovarsi di fronte a una discarica di materiali di riporto, autorizzata dal Comune di Caltanissetta, può essere scioccante, o surreale. Il fatto è questo: dopo quasi due anni, finalmente, si sta intervenendo per ripristinare un muro di sostegno, crollato a seguito di una frana apertasi lungo la strada che porta all’Abbazia. Uno degli interventi in corso riguarda la rimozione del materiale franato lungo la strada, al fine di intervenire sul muro. Ma tale materiale, invece di essere trasportato verso luoghi idonei, è stato scaricato in un’area adiacente, esattamente tra l’ingresso del vicino Museo Archeologico Regionale e l’Abbazia di Santo Spirito, con tanto di cartello “Area di stoccaggio del Comune di Caltanissetta”. Come se non bastasse, oltre al materiale di riporto, si cominciano a vedere anche scarichi di cemento provenienti dalle betoniere. Insomma: se questo è il modo d’intervenire nei luoghi di valenza storica e monumentale e di interesse turistico, siamo messi veramente male, in questa città. La discarica va rimossa immediatamente.

Arch. Luca Iannì – Italia Nostra Caltanissetta

Leandro Janni – Consigliere nazionale di Italia Nostra

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