Italia Nostra

Data: 12 Luglio 2016

Sicilia: bocciato l’emendamento salva abusivi. Nessuna sanatoria

Palermo, 12 luglio 2016, Palazzo dei Normanni. L’emendamento salva-abusivi presentato dal capogruppo Girolamo Fazio è stato bocciato. La proposta, che puntava a concedere la sanatoria anche alle abitazioni realizzate entro 150 metri dalla battigia e, in alternativa, prevedeva l’assegnazione delle costruzioni abusive a chi attualmente le abita, è stata respinta in commissione Ambiente, dopo una lunga discussione e qualche polemica. Non possiamo che esserne contenti. Sollevati.

Inoltre, il singolare emendamento proposto dal deputato del Nuovo centrodestra Pietro Alongi, che prevedeva la possibilità di “ampliare” gli edifici realizzati in prossimità del mare ma “senza alterazione dei volumi esistenti”, è stato ritirato.

Stamani è arrivato anche il ritiro dell’emendamento di Valeria Sudano: la deputata del Partito democratico ha rinunciato alla propria proposta che estendeva la possibilità di effettuare ampliamenti di volume alle costruzioni realizzate non più entro il 2009, come previsto  dal piano casa di Berlusconi, ma entro il 2012.

«Dopo due anni – afferma la presidente della commissione Ambiente Mariella Maggio – siamo riusciti a completare il lavoro su questa legge (il Testo unico nazionale sull’edilizia). È una grande soddisfazione politica esserci riusciti, respingendo tutte le proposte che puntavano a sanare gli abusi».

Adesso la discussione si sposterà all’Ars, dove il testo di legge dovrà ricevere l’approvazione definitiva. Comunque siano andate le cose, appare evidente il danno di immagine, il senso di inquietudine e sconcerto che, inevitabilmente, generano proposte scriteriate come queste. La Sicilia ha bisogno di una “vision” e di una seria e attenta  programmazione-pianificazione. Ha bisogno di una classe politica e di una classe dirigente preparate, coerenti e consapevoli.

Leandro Janni – Presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia

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Ennesima sanatoria edilizia in Sicilia?

“La mafia uccide solo d’estate” è il titolo di un noto film di Pif. Oggi, martedì 12 luglio 2016, i deputati dell’Assemblea regionale siciliana  voteranno, nell’ambito dell’iter di approvazione del Testo unico nazionale sull’edilizia,  a favore o meno di alcuni emendamenti finalizzati a sanare abusi edilizi lungo le coste dell’Isola.  Insomma: all’Ars c’è un fronte trasversale che preme per rendere più duttili le norme urbanistiche in Sicilia, abrogando il divieto assoluto di costruire entro 150 metri dalla costa, permettendo in alcuni casi di bypassare il vincolo paesaggistico, estendendo i benefici del piano casa di Berlusconi. Questo, quando ancora in Sicilia si realizzano otto nuovi abusi al giorno e il litorale fa registrare uno sconcertante aumento delle costruzioni: 65 chilometri di costa, dagli anni ’80 in poi, sono stati mangiati dall’inesorabile avanzare del mattone e del cemento. Inevitabile la preoccupazione di magistrati, forze dell’ordine e amministratori dell’Agrigentino, impegnati in prima linea nella lotta all’abusivismo edilizio.

Dunque: in Commissione Ambiente dell’Ars sono stati presentati dodici emendamenti al disegno di legge che recepisce il Testo unico nazionale sull’edilizia, a firma dei deputati del gruppo misto, del Pd, di Ncd, dell’Udc. Oggi queste norme andranno al voto.
L’ex sindaco forzista di Trapani Girolamo Fazio ha presentato un emendamento che concede la sanatoria anche alle case realizzate entro 150 metri dalla battigia e, in alternativa, prevede l’assegnazione delle costruzioni abusive a chi attualmente le abita. Ad una condizione: la norma si applica agli edifici realizzati entro il mese di aprile del 1991. «In quella data, spiega Fazio nella sua relazione, l’Ars chiarì che il vincolo dei 150 metri si applica ai privati abusivi anche se i Comuni interessati non l’hanno recepito nei loro Piani regolatori generali». Il pericolo è evidente: si tratta di un’aggressione senza precedenti al territorio, al nostro paesaggio. «Non si è mai vista una norma che sana le costruzioni realizzate in una zona di inedificabilità assoluta», dice il deputato 5Stelle Giampiero Trizzino. Il parlamentare Ncd Pietro Alongi, invece, prevede la singolare possibilità di «ampliare» gli edifici realizzati in prossimità del mare, ma «senza alterazione dei volumi esistenti». Inoltre, un emendamento a firma di Valeria Sudano (Pd) e Marco Forzese (Udc) consente la possibilità di fare ampliamenti di volume nelle costruzioni realizzate non più entro il 2009, come previsto dal piano casa di Berlusconi, ma entro il 2012.

Che altro dire? Di certo oggi all’Ars si andrà alla conta e capiremo quali esigenze, quali istanze prevalgano a Palazzo dei Normanni, al di là dei consueti proclami a favore dell’ambiente, del paesaggio e delle bellezze storico-artistiche di Sicilia.

Leandro Janni – Presidente del Consiglio regionale di Italia Nostra Sicilia

Cementificazione delle coste in Sicilia

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