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Data: 17 Ottobre 2022

GEP 2022: le mura urbiche di Melilli. Il prof. Immè a guida di un percorso spazio-temporale

Italia Nostra Melilli ha onorato domenica 9 ottobre le Giornate Europee del Patrimonio 2022 (European Heritage Days) seguendo il tema indicato da IN Nazionale: le mura urbiche

Un appuntamento itinerante che ha visto la partecipazione di molti soci e di molti melillesi spinti dalla curiosità di conoscere la storia delle origini della cittadina iblea.  

A fare da guida lungo le vie e i secoli di Melilli, il prof. Giuseppe Immè, vicepresidente di IN Melilli e di IN Sicilia, che è risalito agli anni della presunta fondazione del centro abitato, perché a Melilli il tema della cortina fortificata a difesa della città è fortemente collegato con quello della nascita della prima comunità cittadina. 

Quindi un salto di storia locale che ha permesso ai membri di IN Melilli, intervenuti per l’occasione, di ripercorrere in loco le tappe principali delle vicende storiche di questo territorio: dalla citazione di Melilli nell’elenco delle decime all’aggregazione alla contea di Augusta; dal terremoto del 1542 a quello del 1693, passando per l’occupazione francese nel 1676.  

Il vicepresidente Immè ha spiegato che nell’arco dei secoli, oltre alle mura, Melilli era anche dotata di torri per il controllo del territorio e di un castello fortificato; come, d’altra parte, testimonia la mappa a volo d’uccello, conservata alla Biblioteca Angelica di Roma, che ritrae Melilli alla fine del XVI secolo. A supporto di questa ricostruzione storica sono stati portati come esempi alcune città, territorialmente vicine, sia provviste di mura (Augusta, prima con il castello svevo e poi con la cosiddetta Porta Spagnola; Carlentini, con i bastioni di Carlo V; Catania con la Porta Uzeda, che chiude piazza Duomo verso sud, e con l’elegante abitazione dei principi Manganelli, nell’attuale via San Giuliano, collocato sulle antiche mura cittadine) sia di cui si dispone di una data certa di fondazione (ancora una volta Augusta, voluta da Federico II nel 1232; Carlentini, da Carlo V nel 1551; e infine Villasmundo, con la Licentia populandi richiesta da Consalvo Asmundo nel 1701, il cui riconoscimento giuridico sarebbe stato confermato dal Re Vittorio Amedeo II di Savoia). 

E il prof. Immè ha generosamente condiviso anche una rosa di fonti bibliografiche: una per tutte il Lexicon Topographicum Siculum, del 1757-60, dell’abate Vito Amico: “La fortezza un tempo nella parte suprema componevasi tutta di pietre quadre e talmente tra se ben combaciate da sembrar quasi una mole intera; ampia altronde, e da ogni parte sorgeva sopra scoscese rupi; conquassata da terremoto del 1542, poi colle prime scosse di altro terremoto nel dì 9 di gennaro del 1693, giacque interamente ruinata e non se ne osservano che le superstiti ruine”. 

Da questa testimonianza Immè ha invitato l’uditorio a riflettere sul fatto che Melilli, dopo il terremoto del 1693, a differenza di altre città (come Sortino, Avola, Noto, Grammichele) che cambiarono il sito sul quale edificare il nuovo centro abitato, venne ricostruita su se stessa, per l’ottima posizione del luogo: sia perché facilmente difendibile, affacciandosi sulla rada di Augusta e spaziando visivamente da Siracusa a Catania e nell’entroterra fino a Lentini, sia per l’allora salubrità dell’aria.  

Particolare attenzione è stata poi riservata al luogo di culto dedicato a Sant’Antonio e alla stereotomia della sua torre campanaria: la chiesa e la torre, infatti, sono addossate al tratto più importante delle antiche mura, delle quali sono state evidenziate le diverse fasi costruttive. La chiesa di Sant’Antonio, in seguito alla ricostruzione del XVIII secolo, avrebbe subito il ribaltamento dell’orientamento: la facciata sarebbe diventata l’abside e l’abside facciata.  

I soci di IN Melilli e i cittadini, intervenuti in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio 2022, hanno assistito alla descrizione e alla narrazione di un palinsesto storico di indubbia importanza, che – partendo dal tema centrale delle mura urbiche nel quartiere “Torre” (nell’attuale Via Vittorio Emanuele, tra l’angolo di via Carceri e quello di via Donizetti) – è approdato allo sviluppo e alla trasformazione del centro abitato in età moderna. 

L’evento, chiara occasione per riscoprire anche la storia urbanistica della città (infatti delle mura urbiche di Melilli ci rimangono solo pochi reperti, poiché la cinta difensiva crollò durante il violento terremoto del 10 dicembre 1542, che investì il Val di Noto, e non fu più ricostruita), è stato inserito, dal Settore Educazione e Formazione di IN Nazionale, fra i concorsi per l’anno scolastico 2022/23. 

 

Addetto stampa: 

 Alessandra Privitera 

 3494620291 

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