Italia Nostra

Data: 23 Novembre 2020

Giornata Nazionale degli Alberi – In Sicilia la “Festa Regionale della Macchia Mediterranea”

Lo scorso 21 Novembre, nell’ambito della Giornata Nazionale degli Alberi, a Caltagirone, nel Bosco di Santo Pietro presso la Base “Il Ramarro”, ha avuto luogo la prima “Festa Regionale della Macchia Mediterranea” – con la partecipazione di numerose autorità civili e militari, rappresentanti istituzionali, tecnici, ambientalisti. In ossequio alle normative vigenti, l’evento si è svolto – prevalentemente – in modalità online.

Con  la delibera del 28 novembre 2019, a firma del Presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, la Giunta Regionale di Governo ha istituito, per la Sicilia, la “Giornata Regionale della Macchia Mediterranea”, in coincidenza con la ricorrenza della Giornata Nazionale degli Alberi.

L’ambito riconoscimento arriva a seguito della richiesta, risalente allo scorso agosto, dell’Associazione “Ramarro Sicilia” e sottoscritta dal Comitato Promotore della Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea: un documento presentato nel novembre del 2016 e di cui è primo firmatario il Sindaco di Caltagirone avv. Gino Ioppolo e al quale hanno finora aderito 80 Comuni siciliani (tra cui il Comune di Caltanissetta) e diversi altri Enti, sia pubblici sia privati, come Parchi Nazionali e Regionali, Università, Associazioni (tra cui Italia Nostra) e Ordini Professionali.

La Macchia Mediterranea, come si afferma nell’atto deliberativo “costituisce uno degli ecosistemi più importanti del Pianeta perché, a fronte della modesta incidenza territoriale (2%) accoglie ben il 20% delle specie animali e vegetali. La Comunità scientifica riconosce la Macchia mediterranea quale elemento fondamentale per il contrasto all’inquinamento ambientale da tutelare proprio per la sua esposizione a rischi significativi quali gli incendi e la progressiva desertificazione”.

Con lo stesso provvedimento la Giunta di Governo ha previsto la istituzione, presso l’Assessorato regionale dell’Agricoltura, di un “Comitato per la Macchia Mediterranea” avente lo scopo di coordinare o porre in essere tutti gli adempimenti aventi ad oggetto la Macchia mediterranea e l’organizzazione della giornata ad essa dedicata, coincidente con il 21 Novembre, data della “Giornata Nazionale degli Alberi”, inclusi quelli di natura propositivi ai fini del miglioramento del sistema legislativo vigente, nella prospettiva della tutela e valorizzazione del relativo patrimonio vegetale ed animale. Detto comitato è presieduto dall’Assessore Regionale per l’Agricoltura e ne faranno inoltre parte il Dirigente Generale del Dipartimento Regionale dello Sviluppo rurale e territoriale, il Comandante del Corpo Forestale Regionale, il Dirigente Generale del Dipartimento regionale dei beni culturali e dell’Identità siciliana, il Segretario generale dell’Autorità di Bacino del Distretto idrografico della Sicilia, due componenti del Comitato promotore del progetto “Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea” e due sindaci indicati tra i Comuni aderenti alla predetta Carta.

“La Deliberazione firmata dal Governatore riconosce dignità e valore al progetto “Macchia Mediterranea” e ne amplifica gli orizzonti non solo riguardo agli aspetti celebrativi ma anche quelli della ricerca e della gestione della risorsa Ambientale nelle sue varie articolazioni; come Comitato promotore della Carta dei Comuni Custodi della Macchia noi riconosciamo a questo Governo sensibilità e lungimiranza sui temi della tutela ambientale con risvolti anche Culturali, Educazionali e di Civiltà.
E’ evidente il fatto che il provvedimento apra anche concrete speranze di recupero per alcune aree a Macchia strategicamente, storicamente e paesaggisticamente rilevanti, ancorché degradate. Esso fa anche balenare possibilità di produzione di redditi da economia mista, Agroforestale, compatibili con la vocazione di territori come ad esempio quello del Bosco di Santo Pietro a Caltagirone e dei Monti Peloritani a Messina e di tanti altri nella nostra Isola.”

Il Comitato Promotore delle iniziative a favore della Macchia Mediterranea è composto da Aurelio Angelini, Francesco Cancellieri, Renato Carella, Giuseppe Lo Paro, Vincenzo Piccione, Francesco Maria Raimondo, Salvatore Scuto.

Per la consultazione completa del documento ed eventuali approfondimenti consultare il sito web: http://www.cartamacchiamediterranea.it.

NOTA_La Macchia Mediterranea è uno dei principali ecosistemi mediterranei, e comprende vegetali sia di tipo arbustivo sia di altro tipo. Le piante tipiche sono quelle appartenenti alla specie sclerofille, che non superano i 4 metri e hanno foglie persistenti poco ampie, coriacee e lucide.
Possiamo distinguere due “macchie”, quella alta e quella bassa. La prima comprende piante dal portamento quasi arboreo, con chiome che raggiungono i 4 metri d’altezza come il leccio oppure l’Ilatro, e anche altre più piccole come il corbezzolo, il Ginepro rosso, il lentisco, l’Alloro, l’Olivo selvatico.
Nella macchia bassa, sempre mediterranea, troviamo specie dal portamento arbustivo e chiome che raggiungono al massimo i 2-3 metri d’altezza. Qualche esempio: l’euforbia arborea, le ginestre, i cisti, il rosmarino, l’Erica, il Mirto, il Cappero, la Palma nana, il Caprifoglio mediterraneo, l’ Oleandro, il Pungitopo.
Quando la macchia mediterranea si sviluppa sui declivi difende il suolo dalla erosione da parte degli agenti atmosferici, assicurando un’efficace regolamentazione idrogeologica.
La macchia tipica delle zone mediterranee con le sue piante tipiche, fornisce nutrimento e riparo a insetti, anfibi, rettili, uccelli e mammiferi.
La Macchia Mediterranea rappresenta un’importante riserva mondiale di biodiversità in quanto a fronte della modesta incidenza territoriale, appena il 2%, accoglie più del 20% delle specie vegetali e animali ad oggi conosciute.
Attualmente nel Bacino del Mediterraneo, a causa della notevole pressione antropica, della diminuzione della fauna, della progressiva desertificazione e dei ricorrenti e devastanti incendi, l’integrità della Macchia Mediterranea è esposta a minacce oggettive e consistenti come anche la sua estensione.
La tutela è dettata dalla necessità di attuare una selvicoltura di prevenzione per limitare e regolamentare lo sfruttamento antropico, contrastare gli incendi, prevalentemente dolosi, ed altri abusi. Il progetto, altresì, persegue strategie finalizzate alla mitigazione dei cambiamenti climatici (siccità e desertificazione, in particolar modo) e al potenziamento della suddetta cenosi vegetale in un’ottica anche di cattura della CO2 .

Prof. Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia

 

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