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Data: 2 Febbraio 2021

Il controverso “giardino” del Presidente Musumeci

Con il presente documento i soggetti che sottoscrivono in calce desiderano porre l’attenzione sulle questioni procedurali e di metodo progettuale a cui ritengono sia doveroso attenersi negli interventi in contesti paesaggistici, specie se urbani, a partire dal dibattito scaturito dalla realizzazione del ben noto “giardino” prospiciente Palazzo d’Orleans, che si connota come caso emblematico in un sito di estrema importanza storica e monumentale. Peraltro, riferito ad una committenza di alto livello come quella della Presidenza della Regione Siciliana.

La complessità progettuale negli interventi da attuare in contesti storico-ambientali così identitari del paesaggio urbano richiede figure professionali con formazione specifica.

Il tema del paesaggio sia esso urbano, rurale, periurbano o naturalistico investe una serie di campi, tutti organicamente collegati tra loro che, proprio nella loro dimensione olistica, trovano una sintesi di alto livello. Invece spesso si registra in Sicilia, e nella fattispecie a Palermo, una totale disattenzione nell’affrontare i temi urbani e lo spazio pubblico, relegando alle strutture naturali un ruolo al massimo di maquillage, mentre, sia a livello nazionale sia internazionale è ormai acclarato che l’applicazione dei principi e delle metodologie dell’architettura del paesaggio costituisca una componente strategica.

E’ il metodo che va totalmente cambiato e ribaltato, ricercando la massima qualità progettuale, soprattutto nei progetti che riguardano l’architettura e, ancor più, quella pubblica, che devono essere realizzati seguendo il metodo del concorso o attenendosi necessariamente, ove il committente sia pubblico, a criteri rigorosi sulle modalità di scelta delle figure professionali, nel rispetto delle competenze più adeguate all’oggetto dell’intervento. Nel caso in questione, la figura non poteva che essere l’architetto paesaggista, il tecnico, lo specialista che avrebbe dovuto coordinare gli altri professionisti in un intervento progettuale che tocca un delicatissimo spazio urbano in relazione diretta con un sito UNESCO e che doveva tenere conto di elementi botanici e di architettonici in un contesto storico-monumentale.

Si vuole sottolineare inoltre il fatto che il progetto presentato per le approvazioni, non è conforme a quello attuato.
Non è in alcun modo giustificabile, né tollerabile che un Ente Pubblico, in questo caso il più importante – la Presidenza della Regione Siciliana che progetta per la sua sede –, possa avallare difformità sostanziali per un intervento realizzato per il proprio edificio più rappresentativo, quando normalmente se valutasse – attraverso i suoi uffici tecnici, le soprintendenze – un qualunque progetto di un qualunque cittadino, certamente interverrebbe imponendo prescrizioni se non sanzioni, in caso di riscontro di difformità progettuali.

È evidente inoltre che il grado di approfondimento dei grafici di progetto, non è tale da fare corrispondere l’elaborato alla definizione di “esecutivo”, così come invece si trova scritto sulle tavole grafiche valutate.

Si ritiene indispensabile sottolineare attraverso questo documento, condiviso tra tutte le associazioni firmatarie, l’auspicio che le modalità adottate in questa occasione non diventino prassi, si ripeta in un’eventuale e apparentemente imminente – così come annunciato in una recente intervista dal Presidente della Regione – “riqualificazione” di Piazza Indipendenza, accompagnata da un “giardino verticale”, che ricoprirebbe la facciata dell’attiguo palazzo realizzato negli anni Sessanta.

Sono temi questi, che, per la loro importanza e complessità, trattandosi di un sito ad altissima valenza storica, monumentale, archeologica e paesaggistica, devono essere trattati con il rispetto delle dovute competenze. Senza dimenticare che qualsiasi intervento non può prescindere da un ripensamento di tutta l’intera circolazione veicolare e pedonale, dal rapporto con il retrostante Giardino d’Orleans, dalle relazioni spaziali del luogo con la città e con il fronte del complesso monumentale di Palazzo Reale.

Pertanto, i firmatari referenti delle Associazioni di professionisti, il cui mandato è proprio quello dell’attenzione alla qualità degli ambienti culturali e naturali quale luogo deputato alla formazione dei futuri professionisti, delle Associazioni culturali che rappresentano la comunità civile, come dei formatori specialisti nelle sedi universitarie, concordano sulla necessità di mantenere vigile l’attenzione su questo tema, e si rendono eventualmente disponibili per un dialogo autentico e costruttivo, volto al raggiungimento di obiettivi di qualità nelle trasformazioni urbane.

Firmato:
Leandro Janni, Italia Nostra – Consiglio Regionale Sicilia
Adriana Chirco, Italia Nostra Palermo
Antonella Bondì, AIAPP – Sezione Sicilia
Manfredi Leone, Docente di Architettura del Paesaggio, Università di Palermo
Ignazio Lutri, in/⁠ARCH
Francesco Miceli, Ordine degli Architetti della Provincia di Palermo
Renata Prescia, Salvare Palermo
Giuseppe Trombino, INU Sicilia (Istituto Nazionale di Urbanistica)

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