Italia Nostra

Sequestro da parte della Procura della Repubblica per inquinamento dell’area del petrolchimico

22 Luglio 2017

Italia Nostra: “Il sequestro da parte della Procura della Repubblica per inquinamento dell’area del petrolchimico siracusano dimostra che le pubbliche istituzioni non fanno il loro dovere”

Un provvedimento che non ha precedenti. Il gip di Siracusa, su richiesta della Procura della Repubblica, ha disposto il sequestro preventivo di due impianti industriali: lo stabilimento Esso e gli stabilimenti Isab Nord e Isab Sud del polo petrolchimico siracusano. Il polo petrolchimico siracusano  (che interessa i territori di Augusta, Priolo Gargallo, Melilli e Siracusa) è considerato uno dei più importanti d’Europa. Si tratta di una delle aree più inquinate d’Italia, con una presenza di patologie accertate dall’Istituto Superiore di Sanità in aumento esponenziale (ad esempio il tumore alla tiroide).
L’inchiesta scaturisce dai numerosi esposti e dalle denunce di cittadini, movimenti associazioni e ambientalisti (tra cui Italia Nostra – www.italianostra.org), enti e istituzioni che lamentano la pessima qualità dell’aria da cui deriverebbero gravi danni alla salute della popolazione. Un pool di sostituti, coordinati dall’ottimo capo della Procura della Repubblica Francesco Paolo Giordano, al termine di un’indagine scattata due anni fa, ha accertato un “significativo contributo al peggioramento della qualità dell’aria dovuto alle emissioni degli impianti”. Nel suo provvedimento il gip subordina la restituzione degli impianti “all’imposizione di prescrizioni per consentirne l’adeguamento alle norme tecniche vigenti”.

“Una prima risposta che si riesce a dare alla popolazione in una materia molto complessa” – commenta il dr. Francesco Paolo Giordano. “Una risposta della Procura alle innumerevoli istanze che sono arrivate dal territorio sin da quando mi sono insediato nel settembre del 2013.  Abbiamo lavorato tantissimo, abbiamo trovato degli esperti di livello nazionale con i quali abbiamo concertato le prescrizioni che poi abbiamo emanato”.
Adesso il gip ha dato 15 giorni di tempo alle società per decidere se aderire alle prescrizioni: sia la Esso sia la raffineria impianti Sud dovranno ridurre le emissioni provenienti dall’impianto e dovrà essere presentato un progetto (con garanzia fideiussoria) che non dovrà eccedere i 12 mesi. I dati raccolti dovranno essere messi a disposizione dell’Arpa di Siracusa.

Il sequestro da parte della Procura della Repubblica per inquinamento dell’area del petrolchimico siracusano dimostra, inequivocabilmente, che le pubbliche istituzioni non fanno il loro dovere e l’autorità giudiziaria deve  supplire alle carenze di queste ultime. Italia Nostra Sicilia, nel sostenere pienamente l’azione della Procura della Repubblica di Siracusa, ritiene che sia venuto il momento, dopo più di cinquant’anni di abusi e scriteriate devastazioni del territorio, di immaginare, progettare e porre in essere un’alternativa al modello di sviluppo economico – sbagliato, obsoleto, pericoloso – fondato sulla raffinazione e sul petrolio, per riscoprire, pienamente, l’anima verde ed eterna della nostra Isola. Un’alternativa, una Sicilia “altra” basata sullo sviluppo equo e sostenibile, sul potenziamento della biodiversità, sulla bioagricoltura, sul potenziamento dell’agroalimentare di qualità, sulla razionalizzazione, riqualificazione e  potenziamento dell’offerta turistica, sulla tutela e valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, artistico e ambientale della Sicilia. E chi ha inquinato e avvelenato paghi e bonifichi. Basta con le trivellazioni in aree di riconosciuto pregio paesaggistico, basta con le trivellazioni nel Canale di Sicilia. I cittadini di Gela, Milazzo, Augusta e Siracusa meritano un altro destino. Meritano di vivere in un a terra bella e sana. Lo abbiamo detto tante, tantissime volte in questi anni, e lo ripetiamo adesso.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia