Foto del giorno

Data: 16 Settembre 2022

Italia Nostra Sicilia firma la “Carta di Troina – I domini collettivi per lo sviluppo locale”: usi civici e beni comuni come risorsa”  

Italia Nostra Sicilia firma la “Carta di Troina – I domini collettivi per lo sviluppo locale”: usi civici e beni comuni come risorsa”   

Dal 7 al 10 settembre 2022 l’Istituto Alcide Cervi ha organizzato un’edizione speciale della Scuola di paesaggio Emilio Sereni. L’evento ha avuto luogo a Troina (Enna).L’edizione speciale di Troina è stata organizzata insieme al Comune di Troina e ha visto la partecipazione dell’Università di Catania, sotto la direzione scientifica del prof. Fausto Carmelo Nigrelli, del prof. Rossano Pazzagli, direttore della Scuola di paesaggio Emilio Sereni dell’Istituto Cervi, della dr.ssa Gabriella Bonini, responsabile scientifico della Biblioteca Archivio Emilio Sereni e della dr.ssa Anna Sereni, membro del Comitato scientifico dell’Istituto Cervi. 

La Scuola è stata dedicata al tema “Paesaggi collettivi: usi civici e beni comuni come risorsa”, particolarmente rilevante in un momento di crisi ambientale segnato anche dagli effetti distruttivi, sia sul piano socio-economico sia sul piano propriamente ambientale e paesaggistico, dell’individualismo economico e dell’uso e abuso delle risorse territoriali.Le proprietà collettive e gli usi civici hanno rappresentato storicamente strumenti utili a coniugare ambiente ed economia, uso e tutela delle risorse, equità sociale e benessere collettivo. La scelta di Troina, come località dell’edizione speciale, è giustificata dall’azione che l’Amministrazione Comunale porta avanti da quasi un decennio nel territorio dei Nebrodi, dove quattromila ettari di terreno sono stati sottratti al controllo mafioso per attivare una gestione del patrimonio pubblico improntata alla sostenibilità, dando occupazione alla comunità e rinsaldando il suo legame con il territorio. 

La Scuola ha visto la partecipazione di quaranta iscritti provenienti da molteplici realtà della Sicilia, ma anche da altre regioni d’Italia: studenti universitari, dipendenti di pubbliche amministrazioni, professionisti e cittadini interessati. Numerosi anche i relatori, provenienti da diverse Università di tutta Italia o da altri Enti e Istituzioni, ma anche rappresentanti di proprietà collettive e gestioni comuni, a partire dal Sindaco di Troina Fabio Venezia. 

Nel corso della sessione conclusiva dell’edizione 2022 della “Scuola di paesaggio Emilio Sereni”, è stata elaborata la “Carta di Troina – I domini collettivi per lo sviluppo locale”: usi civici e beni comuni come risorsa”. L’evento ha visto impegnati, in relazioni, tavole rotonde e presentazione di libri, giuristi, urbanisti, pianificatori, antropologi e studenti universitari e laureati provenienti da diverse regioni d’Italia. Mentre i partecipanti alla Scuola erano impegnati nell’elaborazione della Carta di Troina, nella sala Martino del Centro Congresso della Cittadella dell’Oasi, nel pomeriggio di sabato 9 settembre è giunta la notizia che erano stati innescati dei focolai d’incendio in otto punti distanti trecento metri l’uno dall’altro, in contrada Bracallà delle Foreste di Troina sui Nebrodi, appartenenti al demanio comunale e gestiti dall’Azienda speciale silvo-pastorale. Forestali e vigili del fuoco sono intervenuti con tempestività e in tarda serata hanno domato le fiamme. Un centinaio di ettari di bosco, comunque, è andato in fumo. Promotori e partecipanti all’evento hanno espresso “la più convinta solidarietà all’Azienda speciale silvo-pastorale e al comune di Troina”. Di certo è assai sospetta, e sconcertante, la coincidenza degli incendi nei boschi di Troina mentre a Troina si discute di convertire usi civici e beni comuni in risorse per lo sviluppo locale.  

Nella Carta di Troina c’è scritto che “i domini pubblici, ovvero le proprietà collettive in tutte le sue forme, possono essere strumenti da recuperare, attivare o riattivare per innescare processi di sviluppo locale, in particolare nelle aree interne e nella montagna, nell’ottica di un mutamento radicale del modello di sviluppo”. Quanti condividono e sottoscrivono la Carta di Troina si assumono degli impegni precisi, descritti e riassunti in quattro punti. Innanzitutto “conoscere il territorio e il suo paesaggio, per individuare e riconoscere i domini collettivi esistenti o storicamente documentati al fine di costruire un registro georeferenziato accessibile a tutti attraverso i siti istituzionali”. Nel secondo punto è scritto di “reinterpretare il patrimonio collettivo, creando le condizioni perché gli usi storicizzati (agricolo, pascolo, legnatico ecc) e le sue espressioni culturali vengano mantenuti e ripristinati valorizzando la vocazione dei territori”. Tutto ciò al fine di garantirne “l’uso intergenerazionale” e “promuovere azioni di rigenerazione dei suoli, salvaguardando in via prioritaria gli usi agro-silvo-pastorali”. Il terzo impegno consiste nel “promuovere gestioni partecipate delle proprietà collettive attraverso la costituzione di enti rappresentativi delle comunità interessate”. I sottoscrittori si assumono altresì l’impegno di “promuovere e comunicare il valore, le potenzialità e le opportunità di questi patrimoni collettivi nel quadro di uno sviluppo sostenibile integrato e attivare forme di sperimentazione, studi e ricerche per la rinascita dei territori marginali e riconoscerne le forme collettive di gestione”.  

I promotori della Carta di Troina chiederanno la sua sottoscrizione a Comuni, Regioni, Università, Associazioni e Organizzazioni no profit, studiosi e singole personalità. Il documento è già stato firmato dall’Istituto Alcide Cervi, dai Comuni di Caltagirone e Troina, da Italia Nostra Sicilia, da AssoCEA Messina e da tutti i partecipanti alla Scuola di paesaggio Emilio Sereni. 

Prof. Leandro Janni, presidente di Italia Nostra Sicilia  

Ci daresti una mano?

Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga oltre 65 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

Italia Nostra