Da qualche tempo Associazioni,Consigli di Quartiere e semplici cittadini si stanno interrogando sulle sorti del parco archeologico della Neapolis giungendo anche a conclusioni poco veritiere. Italia Nostra desidera intervenire nella discussione ed esprimere le proprie considerazioni alla luce di quanto appreso sul lungo e tortuoso iter burocratico che, a quanto pare, ne ha impedito la realizzazione.
Bisogna necessariamente partire dalla considerazione che gli Uffici preposti non hanno seguito le procedure vigenti che richiedono:
- La perimetrazione eseguita dalla Soprintendenza
- L’invio degli elaborati al Consiglio Comunale per la relativa approvazione
- La successiva presentazione all’Assessorato Regionale ai BB.CC.e AA. per l’approvazione e la firma.
Dalla dettagliata disamina fatta da Marcello Lo Iacono e dal verbale del Cdq Neapolis ci siamo un po’ tutti chiarite le idee sulla reale situazione; per cui non rimane che constatare,ancora una volta, come questa città (?) le inventa tutte per “farsi del male”! E’ logico che l’Assessore Sgarlata non può istituire il parco quando le manca la documentazione richiesta dalle normative vigenti. E allora?
Cosa sta aspettando il Soprintendente in carica a svolgere le mansioni di sua competenza e ad inviare all’Amministrazione Comunale la documentazione che i Funzionari addetti hanno da diversi mesi consegnato? A chi giova questo temporeggiamento? Dobbiamo ancora assistere al rilascio di concessioni a dir poco “ discutibili”. mentre si priva la città di uno strumento legalmente efficace che consenta, tra l’altro,al Comune un congruo ricavo dal 30% dei biglietti d’ingresso alla zona archeologica?
Quanto si deve ancora attendere perché finalmente qualcosa possa essere fatto nell’interesse della nostra splendida città?
Lucia Acerra
Presidente della Sezione di Siracusa





