Un territorio mitico che si affaccia sul Mediterraneo. Un territorio di superba bellezza. Un territorio di violenza e di abusi. Di volgari speculazioni. Il territorio dell’agrigentino. Lo scorso luglio 2015, il nuovo sindaco di Agrigento, Lillo Firetto, ha avviato le demolizioni degli immobili abusivi nella Valle dei Tempi. Analoga azione ha posto in atto, in questi primi mesi del 2016, il sindaco di Licata Angelo Cambiano. Ieri sera gli hanno incendiato la casa di famiglia, in campagna. La Procura di Agrigento ha aperto un’inchiesta per minacce e incendio. Il fuoco sarebbe stato appiccato, secondo una prima ricostruzione, intorno alle 21, da ignoti che si sono introdotti nell’abitazione della famiglia Cambiano, forzando una finestra. Sul posto, oltre ai vigili del fuoco, Polizia e Carabinieri, anche il questore di Agrigento Mario Finocchiaro e il prefetto Nicola Diomede. Nelle scorse settimane sono iniziati gli abbattimenti dei primi edifici abusivi, tutti vicini al mare, a Torre di Gaffe, tra le proteste dei cittadini. Un gruppo di abusivi fino a ieri ha contestato il sindaco all’ingresso del Palazzo di Città. Subito dopo l’attentato Cambiano ha affermato: “Non lascerò perdere questa battaglia per un solo istante. Tra qualche mese nascerà mio figlio. Cosa gli racconterò? Che suo padre è fuggito? Non penso proprio. Di certo posso dire che al di là dello Stato, che mi è stato vicino in questi mesi, nessuno è stato al mio fianco. La politica mi ha abbandonato e non è quello che mi aspettavo. E comunque non è facile andare avanti in queste condizioni”.
Dunque, dopo anni di inerzia, a Licata è stata avviata e portata a compimento un’azione giudiziaria e amministrativa che ha portato all’abbattimento di 300 edifici dichiarati abusivi dalla Corte di Cassazione. A fianco di Angelo Cambiano oggi, martedì 10 maggio 2016, sono arrivati 40 sindaci dell’agrigentino per una manifestazione in sua difesa. E a tutela della legalità. Anche il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, ha presenziato all’incontro per ribadire la vicinanza all’amministratore. I sindaci scesi in piazza hanno lanciato un messaggio chiaro: “L’affermazione del diritto crea scandalo, fa del suo primo cittadino un eroe, suo malgrado. Siamo a Licata per manifestare la nostra solidarietà e l’indignazione. Alla comunità di Licata, profondamente offesa da questo vile attentato, la nostra vicinanza. Ad Angelo Cambiano il nostro incoraggiamento ad andare avanti a difesa della nostra terra e dei valori della legalità”, hanno aggiunto gli amministratori siciliani. Il ministro dell’interno Alfano ha aggiunto: “E’ finito il tempo dei politici che coccolavano gli abusivi. Lo Stato c’è, è forte e fa rispettare le proprie leggi. Abbiamo avuto proteste perché una squadra composta dalla Procura della Repubblica, dal Comune di Licata e dalla Prefettura di Agrigento ha semplicemente preteso che delle sentenze fossero eseguite. E noi siamo qui per ribadire che le sentenze si rispettano e si eseguono. Siamo qui a ribadire una cosa molto importante: e cioè che in futuro, se non avvengono oggi queste demolizioni, ci saranno altre case abusive. E che è finito il tempo della politica che coccolava gli abusivi per avere qualche migliaio di voti. Oggi è giunto il tempo della politica e delle istituzioni che fanno rispettare le leggi, puntando al consenso democratico di tutti quei cittadini che, onestamente, per costruire una casa chiedono l’autorizzazione, la concessione edilizia allo Stato. Proporrò una scorta al sindaco e una vigilanza ai luoghi della sua vita, perché la scelta di amministrare una città non significa fare una scelta di eroismo”. Ad ogni modo, al suo arrivo presso il Municipio di Licata, il ministro Alfano ha dovuto subire anche delle contestazioni. In molti hanno gridato “vergogna, vergogna”.
Al sindaco di Licata Angelo Cambiano, alle Istituzioni che difendono la Costituzione e la legalità, che lottano per un Paese più libero e più giusto, va il pieno sostegno di Italia Nostra.
Leandro Janni – Presidente del Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia




