Italia Nostra

Data: 19 Luglio 2018

L’area “Maniace”, gallina dalle uova d’oro!

Dopo la disinvolta concessione e le altrettanto disinvolte autorizzazioni per l’uso privato della Piazza d’Armi, qualche “ardimentoso” aveva prodotto istanza di concessione del fossato del Castello per allestirvi un lido e un attracco per natanti, in considerazione del fatto che lo stesso a Levante affaccia sul mare aperto e a Ponente sul Porto Grande. Questa volta la Soprintendenza ha fatto quel che avrebbe dovuto fare anche prima: dire NO! Anche il Comune si è guardato bene dall’elargire ulteriori generosi assensi.

Volendo approfondire la notizia di tale  recente diniego di Giunta e Soprintendenza alle ulteriori concessioni in area “Maniace”, scelta  probabilmente dettata dal putiferio cittadino su quella già in atto, mi sono avventurata “in rete”.
Ricercando qua e là, mi sono imbattuta in un: ANCORA DUBBI SUL MANIACE …, a cura della giornalista Marina De Michele dove, oltre a leggere del pasticcio di passaggi burocratici opachi e contraddittori riguardanti la predetta concessione, ho trovato illustri pareri che rafforzano la posizione da subito assunta da IN sulla vicenda.
La contrarietà delle principali associazioni tra cui ITALIA NOSTRA, nonché di nomi prestigiosi della cultura cittadina all’improvvida operazione dovrebbero indurre i Soggetti preposti ad un riesame del tutto.
Diversi gli esposti alla Procura già presentati o preannunciati, incluso quello della Sezione con l’intervento del Presidente Nazionale

Dichiara la dott.ssa BICE BASILE, già Soprintendente: “La Piazza d’Armi, così com’é, è un segno storico forte; è riduttivo considerarla una -pertinenza- del monumento; è essa stessa monumento e va tutelata. … vasta spazialità che dà fastidio… Questa spazialità  costituisce la prospettiva ideale per la percezione del Castello/Piazzaforte …, è un prezioso spazio di transizione fisica ed emozionale tra il tessuto fitto dell’abitato e la monumentalità del Castello…”

Così si esprime il noto storico dell’Arte PAOLO GIANSIRACUSA: “L’ignoranza culturale del tempo porta fior di archeologi, architetti e storici dell’Arte a ritenere che il luogo dell’Architettura sia solo il costruito. Piazze, strade, aree strategiche di luoghi fortificati, sagrati di chiese storiche sono spesso considerati spazi di risulta da riempire. Quell’architettura “non costruita” della Piazza d’Armi ha lo stesso valore del costruito di Castel Maniace o della Caserma Abela”.

Purtroppo lo straordinario complesso di fortificazioni è oggetto di una operazione di banalizzazione senza pari. Gli  autorevolissimi interventi di cui sopra e la contrarietà della società civile organizzata sono il segno ulteriore della divaricazione tra politica e società.
La corretta fruizione dei Beni culturali è distante anni-luce dalla loro mercificazione.

Liliana Gissara – VP Sez. SR

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