Italia Nostra

Data: 19 Febbraio 2015

L’egomostro di Sutera

Dell’ormai celebre e controverso ascensore di Sutera, Alessandra Ziniti, su la Repubblica, ha scritto: “Ed eccolo, l’ascensore panoramico, uno degli “ecomostri” più brutti d’Italia, una sorta di enorme “blatta” verde che deturpa orribilmente il monte San Paolino. È costato due milioni di euro, soldi della comunità europea, ma dal 2012 (quando è stato consegnato) non è mai entrato in funzione. Infatti, visti i costi di gestione, non si è mai trovato nessun privato disposto a farsene carico. E il Comune non ha i soldi per farlo. Anzi, al momento il sindaco Giuseppe Grizzanti è alla disperata ricerca di altri 50 mila euro per porre rimedio ad alcune carenze di progettazione che non consentono il collaudo dell’opera”.

1_Veduta paesaggistica di Sutera_2015

E’ noto: noi di Italia Nostra siamo sempre stati contrari alla realizzazione dell’ascensore meccanico “con foglia”, realizzato su Monte San Paolino, a Sutera, sia per motivi di sicurezza sia per motivi legati alla salvaguardia paesaggistica e simbolica dei luoghi. Scriteriata, sbagliata, a nostro parere, l’autorizzazione concessa dalla Soprintendenza ai Beni Culturali e Ambientali di Caltanissetta alla seconda elaborazione progettuale dell’impianto. Certamente le responsabilità dell’approvazione non ricadono soltanto sulla Soprintendenza, ma anche sul Genio Civile, sui Vigili del Fuoco, sull’Ufficio Sanitario, sull’Ufficio Tecnico Comunale e sull’Ufficio Tecnico del Pit n. 29 “Biovalley”. E comunque, quella “foglia” tanto apprezzata dalla Soprintendenza nissena è indecente. Un progetto sbagliato, dunque, mal concepito, mal progettato e mal realizzato. Ennesimo esempio di opera pubblica inutile e dannosa, capace soltanto di sfigurare e snaturare la fisionomia, l’identità di uno dei luoghi più straordinari e suggestivi della Sicilia Centrale. Un luogo, la rocca di San Paolino, di Sutera, in cui si sono stratificati i segni di una storia lunga, complessa e affascinante. Un luogo di estrema fragilità fisica, che meriterebbe (lo abbiamo detto più volte) un accurato intervento di restauro ambientale e paesaggistico. Un luogo che avrebbe meritato un progetto di tutela, valorizzazione e fruizione dei luoghi coerente, ad esempio, con quel “Presepe vivente” che, giustamente, è uno dei vanti della comunità suterese.

2_Sutera_documento

I cosiddetti “Pit”, Progetti integrati territoriali, ci hanno insegnato, quantomeno nelle premesse, che lo sviluppo sociale, culturale, economico di una comunità, di un territorio è un processo organico e complesso, plurale e insieme unitario. Un processo, un programma fatto di idee, di progetti condivisi e sostenibili. Il caso del “Progetto di un impianto mobile di accesso al monte San Paolino” è emblematico di come, le buone intenzioni di politici, tecnici e amministratori, insieme a cospicui finanziamenti europei, non siano sufficienti, da soli, a garantire uno sviluppo eco-sostenibile del territorio, a riqualificare e a rivitalizzare i tessuti urbani, a vivificare la coscienza e l’identità degli abitanti, a rendere più appetibile l’offerta turistica di uno specifico contesto ambientale e culturale. Cos’altro dire? Nessuno può illudersi che lo sviluppo dei nostri territori si possa attivare, incrementare attraverso progetti di questo tipo. Progetti in cui prevale “l’ego” incontenibile di un sindaco in cerca di gloria e di grandeur. Insomma, diciamolo: l’ascensore panoramico di Sutera non è uno degli “ecomostri” più brutti e insensati d’Italia. L’ascensore di Sutera è un “egomostro”. L’egomostro di un sindaco e forse persino di una comunità.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

 

3_L'ascensore panoramico di Sutera

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