
Il coinvolgimento dell’area di Milazzo
Il presidente della Sezione di Milazzo e padrone di casa, Guglielmo Maneri, ha ricordato come l’area di Milazzo sarebbe pesantemente coinvolta in caso di realizzazione dell’opera, richiamando l’attenzione sul fatto che ben 12 milioni di m³ di inerti dovrebbero essere smaltiti: una parte transiterebbe dal porto di Milazzo per raggiungere le cave di Venetico e Villafranca, mentre un’altra verrebbe conferita al largo dell’Area Marina Protetta di Capo Milazzo.
La complessità dello Stretto di Messina
Il vicepresidente regionale di Italia Nostra Sicilia Leandro Janni ha poi sottolineato come la politica e il dibattito pubblico ignorino – di fatto – la complessità dello Stretto di Messina, non solo dal punto di vista ambientale, ma anche come sistema di comunicazioni, sostituito da una semplificante e illusoria “idolatria del ponte”. Quindi ha ricordato le parole di Antonino Spadaro: “I territori non si salvano dall’alto. Si rigenerano con politiche di cura, con processi partecipati, con la valorizzazione del patrimonio esistente. Lo sguardo tecnocratico tende a vedere nel Ponte un “correttore” delle distorsioni, ma in realtà potrebbe diventare un sipario che le copre, lasciando intatto il modello di sviluppo che le ha generate”. Leandro Janni – da tecnico – ha poi evidenziato il “caso” del ponte sullo stretto di Akashi: un ponte pensato e costruito per il traffico stradale e per il traffico ferroviario, con una campata centrale di 1991 metri, dunque nettamente inferiore a quella prevista per il ponte sullo Stretto di Messina (3300 metri).Il funzionamento gerarchico dei sistemi giuridici

151 criticità sismico-tettoniche non considerate
L’ambiente

Ha inoltre evidenziato la totale assenza di considerazione per le comunità locali: centinaia di famiglie perderebbero l’unica casa di proprietà, non seconde o terze case come talvolta sostenuto, negandone di fatto non solo i diritti ma persino l’esistenza.
Il disgregamento delle beach rock


foto di Alberto Limoli
Grave anche la modifica del modello finanziario: da un progetto pubblico-privato si è passati a un’opera interamente a carico dello Stato, con implicazioni enormi per la spesa pubblica.
















