Italia Nostra

Data: 14 Febbraio 2014

No ad ambiguità o a nuovi condoni edilizi in Sicilia

Lo scorso 31 gennaio 2014, l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Mariella Lo Bello, ha emanato una circolare (la n. 2 del 2014) che prescrive ai Comuni e alle Province, ma anche a tutti gli altri enti chiamati a esprimersi sulle richieste di condono, di “attenersi ai criteri interpretativi dati dal Consiglio di giustizia amministrativa”. “Nella fattispecie – continua la circolare – i suddetti Enti dovranno istruire le pratiche di sanatoria edilizia ex legge n.326/2003 ancora non esitate con provvedimento definitivo, acquisendo, o richiedendo agli istanti il nulla-osta dell’autorità preposta alla tutela del vincolo c. d. relativo. Corre l’obbligo dover precisare che le predette conclusioni non possono che operare per le istanze di condono edilizio già presentate nei termini fissati con il citato D.L. n. 296/2003 come convertito con legge n. 326/2003, trattandosi esclusivamente di un indirizzo interpretativo di norme statali e regionali già vigenti in Sicilia”.

Secondo l’ultimo report sull’abusivismo in Sicilia, negli ultimi 30 anni sono stati perpetrati oltre 770 mila abusi, più di 30 mila all’anno. Cifre, dati impressionanti. Dopo la circolare del 31 gennaio 2014, di fatto gli abusivi tornano a sperare. E sono tanti. Sono quelli che prima del 2003 hanno costruito in zone a rischio idrogeologico, o sotto vincolo di tutela paesaggistica. Va anche detto che alcune amministrazioni come il Comune di Palermo, già prima della pubblicazione della circolare dell’assessore regionale Lo Bello, hanno votato ordini del giorno per riaprire l’esame delle pratiche sulla sanatoria del 2003.

La Commissione Ambiente dell’Assemblea regionale siciliana, intanto, ha iniziato la discussione sul disegno di legge n. 696/2014, presentato dal Movimento 5 Stelle, per sbarrare la strada all’inevitabile riesame di migliaia di pratiche relative ad abusi edilizi commessi in Sicilia. “Ho avuto – dice Giampiero Trizzino, presidente M5S della stessa commissione – il via libera dal presidente Giovanni Ardizzone. Se il ddl dovesse essere approvato potrebbe approdare prestissimo in aula. Bisogna fare in fretta, il rischio è infatti che altri comuni seguano l’esempio di Palermo e diano il via libera al riesame di migliaia di pratiche, che, alla luce di una discutibile interpretazione di un parere del Cga, potrebbe stravolgere il volto dell’Isola e sanare abusi ovunque”. E aggiunge: “Se il Governo Crocetta non ritira subito la circolare che estende le istanze di condono edilizio presentate anche agli immobili delle aree vincolate, siamo pronti a una mozione di censura per l’assessore all’Ambiente Mariella Lo Bello. Quella circolare è un vero e proprio attentato al paesaggio, allargare le maglie è gravissimo e se accade con una circolare è ancora più grave”. Il testo dei 5 Stelle siciliani, composto di pochi articoli, mira a dissipare le ambiguità interpretative. Ad ogni modo, un’accusa  smentita dall’assessore regionale Lo Bello, che in una nota ha spiegato come la circolare si limitasse a prendere atto del parere del Cga, e invitava i Comuni siciliani a chiedere pareri alle autorità competenti, per evitare alla Regione il pagamenti di onerosi ricorsi da parte dei cittadini.

Che dire? A noi pare che con la circolare diramata dall’assessorato regionale al Territorio e Ambiente Lo Bello, che deriva da uno specifico pronunciamento del Consiglio di giustizia amministrativa, il Governo della Regione di fatto eluda alcune precise indicazioni espresse, negli anni passati, dal Commissario dello Stato. La materia del condono edilizio implica, come è noto, anche aspetti di carattere penale o che attengono ai diritti soggettivi, e non può pertanto essere affidata ad una semplice circolare, trattandosi di argomenti di esclusiva competenza della Stato. In passato il Commissario dello Stato aveva già impugnato, nel 2006 e nel 2011, due disegni di legge di condoni edilizi regionali, che tentavano di estendere gli effetti della sanatoria nazionale, applicandola in Sicilia anche alle aree vincolate. Operazioni legislative sempre prontamente e inesorabilmente bocciate dal Commissario dello Stato, in virtù del principio, ribadito dalla Corte Costituzionale, secondo il quale la materia del condono edilizio esula dalla competenza esclusiva delle Regioni, che sono tenute ad applicare la legge nazionale.

Noi di Italia Nostra, al fine di evitare pericolose ambiguità e contraddizioni, eventuali, nuovi condoni edilizi, condividiamo la posizione assunta dal Movimento 5 Stelle e da altre associazioni ambientaliste. Forte è in noi la consapevolezza di quanto rilevanti siano i danni prodotti, nella nostra Isola, nel nostro Paese, dall’abusivismo, insieme al rafforzarsi di una giurisprudenza che ha ribadito sempre più decisamente il dettato dell’art. 9 della Costituzione, che impone a tutti gli organi dello Stato la tutela del paesaggio e del patrimonio storico, artistico e naturalistico.

Di certo è tempo per porre in essere, pienamente, il Piano territoriale paesaggistico regionale. Di certo è tempo per una nuova legge urbanistica. Di certo, è tempo che la Sicilia prenda definitivamente le distanze da un sistema economico-politico vecchio e opaco e che si basa sul saccheggio del patrimonio storico, artistico e paesaggistico e che ritiene ancora l’edilizia, o l’industria petrolifera, un volano per l’economia dell’Isola. E’ necessario, fondamentale, invece, immaginare, ripensare, porre in essere nuovi obiettivi politici e programmatici e valorizzare la straordinaria, peculiare ricchezza umana, paesaggistica e culturale dell’Isola. Alla luce del sole.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

Caltanissetta, 14 febbraio 2014

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