Italia Nostra

Data: 20 Ottobre 2016

Parco Archeologico di Sabucina a Caltanissetta – segnalazioni

parco-archeologico-sabucinaIndirizzo/Località: Contrada Sabucina – Caltanissetta

Tipologia generale: Area archeologica

Tipologia specifica:parco archeologico di Sabucina (o Sabbucina, secondo la toponimia ufficiale), sito sul monte omonimo nei pressi di Caltanissetta. Nel territorio si susseguirono insediamenti dall’età del bronzo antico (XXXVI secolo a.C.) fino al periodo romano

Configurazione strutturale: La montagna di Sabucina si trova a circa 10 Km. a NE di Caltanissetta, sulla destra orografica del fiume Salso, l’antico Imera, e si eleva a m. 720 m. s.l.m. Insieme alla montagna di Capodarso, Sabucina controlla il punto in cui la valle del Salso si restringe e proprio per questa ubicazione strategica e geografica essa occupò nell’antichità una posizione di notevole rilievo a controllo delle vie di penetrazione militare e commerciale verso il territorio più interno di questa parte dell’isola, coincidente con l’area dell’antica Sikania

Epoca: dal  XXXVI secolo a.C. al IV secolo d.C.

Comprende:  antiquarium e parco archeologico

Uso attuale: area archeologica chiusa al pubblico e visitabile solo su prenotazione – gran parte dell’area rimane ancora da scavare

Uso storico: centro abitato ininterrottamente dall’età del bronzo al periodo romano

Condizione giuridica: pubblica – dipende dalla Soprintendenza BB.CC.AA. di Caltanessetta – Regione Sicilia

Segnalazione: del 29 dicembre 2015 – Leandro Janni presidente Consiglio Regionale Sicilia Italia Nostra – sicilia@italianostra.org

 

Parco Archeologico di Sabucina

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Il monte Sabucina, situato immediatamente a Nord-Est di Caltanissetta, si erge a 720 metri sul livello del mare, dominando insieme al monte Capodarso il tratto centrale dell’ampia valle dell’Imera-Salso. Un percorso sinuoso, tra ulivi millenari e vistose cave di pietra, conduce alla parte alta del monte, sede di un parco archeologico che recinge i resti di antichi insediamenti umani, qui presenti dalla prima età del bronzo alla fine del IV secolo d. C…

Nell’età del bronzo antico, ai piedi della montagna di Sabucina, esistevano alcuni villaggi di facies castellucciana (XXIII-XV sec. a. C.). Tra il XIII e il X sec. a. C., sui pendii della collina di Sabucina sorse un esteso abitato capannicolo della facies di Pantalica Nord del quale è stato possibile distinguere tre momenti di uso. Tra il X e il IX sec. a. C., un modesto abitato riferibile all’orizzonte culturale di Cassibile, si impiantò sui resti del precedente villaggio. Tra l’VIII ed il VII sec. a. C., un nuovo insediamento con case rettangolari occupò la vetta e le pendici dell’altura e furono organizzate anche le aree di culto. Nel VI sec. a. C., il sito venne ellenizzato dai coloni greci di Gela nell’ambito del loro progetto espansionistico verso l’interno della Sicilia, secondo un preciso disegno politico e militare, che prevedeva la fondazione di phouria (centri fortificati), o vere e proprie poleìs, a controllo delle vie di penetrazione commerciale e militare. In questo periodo furono costruiti il muro di fortificazione e gli ambienti a destinazione domestica. Intorno alla metà del V sec. a. C., il centro subì una violenta distruzione; come tanti altri centri fortificati, ad opera di Ducezio, durante la rivolta delle città sicule contro i Greci (Diod. Xl, 91). Nella seconda metà del IV sec. a. C., la città fu ricostrui-ta e chiusa da una nuova fortificazione, rafforzata da torri. Nel corso del IV sec. a. C., Sabucina, così come tante altre città dell’Isola, fu nuovamente ripopolata, ad opera di Timoleonte, con nuovi coloni; l’abitato fu ricostruito e il muro di fortificazione rinforzato. Dopo il 310 a. C. il sito fu abbandonato e la popolazio-ne si trasferì in fattorie e borghi ubicati ai piedi della collina. Per l’età romana, imperiale soprattutto, si ha la testimonianza del formarsi di fattorie e ville nella pianura che si estende ai piedi della montagna, come suggerisce, peraltro, il complesso abitativo di Piano della Clesia e la relativa necropoli in contrada Lannari, dalla quale proviene il busto ritratto marmoreo dell’imperatore Geta (206-212 d.C.).

Oggi tutto questo è in abbandono, per mancanza di risorse economico-finanziarie. Ma non solo. La strada di accesso al sito (di proprietà comunale) è ormai quasi impraticabile, in buona parte occupata da alberi e arbusti. Rifiuti sparsi sul territorio. Tutto questo è inaccettabile. Un parco, un luogo straordinario e prezioso dimenticato, abbandonato.

Sabucina merita attenzione, tutela e adeguata valorizzazione

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