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Data: 9 Maggio 2021

Quante chiacchiere, quante smanie, quanti irresistibili canti delle sirene riguardo al mitico ponte sullo Stretto 

Ipotesi Ponte sullo Stretto

Quante chiacchiere, quante smanie, quanti irresistibili canti delle sirene, da parte di taluni, riguardo al mitico ponte sullo Stretto: «lavori pronti a partire, sicurezza ambientale garantita, almeno 180mila posti di lavoro, ecc., ecc., ecc.». Ma ecco come stanno veramente le cose, da quanto si legge nella Relazione del Gruppo di Lavoro tecnico avviato dal precedente esecutivo per valutare gli eventuali sviluppi del progetto del sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina e trasmessa, adesso, dal Ministro delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini, ai Presidenti di Camera e Senato. Insomma: mi pare che ci sia ancora tanto da studiare, verificare.

«Ci sono profonde motivazioni per realizzare un sistema di attraversamento stabile dello Stretto di Messina, anche in presenza del previsto potenziamento e riqualificazione dei collegamenti marittimi. La soluzione aerea a più campate appare potenzialmente più conveniente di quella a campata unica. Il gruppo di lavoro inoltre ritiene di sconsigliare le soluzioni dei tunnel subalveo e in alveo soprattutto per l’elevato rischio sismico ad esse collegato e per la mole di indagini geologiche, geotecniche e fluidodinamiche necessarie per verificarne la fattibilità tecnica, ma anche per l’eccessiva lunghezza necessaria per il tunnel subalveo e la presumibile durata degli approfondimenti necessari per la nuova soluzione del tunnel in alveo, per la quale mancano riferimenti ed esperienze.

Tenuto conto della complessità e dello stato di conoscenza delle problematiche sismiche, geotecniche, geologiche, ambientali e meteo-marine ad esso relative, gli esperti suggeriscono di sviluppare la prima fase del progetto di fattibilità limitando il confronto ai due sistemi di attraversamento con ponte a campata unica e ponte a più campate, anche ipotizzando diverse soluzioni progettuali per i collegamenti a terra e, nel caso del ponte a più campate, per la localizzazione e la struttura.

I confronti andranno effettuati rispetto alla soluzione di riferimento di attraversamento dinamico dello Stretto sulla base di scenari di domanda viaggiatori e merci, dei costi di realizzazione e gestione, degli impatti ambientali e socio-economici, del livello di sicurezza complessiva, delle capacità di resilienza e rischio sismico dell’intero sistema di attraversamento, dei tempi di progettazione, approvazione, affidamento e realizzazione.

Considerata poi la rilevanza, la durata attesa ed il costo dell’opera, l’attraversamento stabile dovrà essere progettato per sostenere indenne le accelerazioni ipotizzabili in area epicentrale in caso di terremoto. Infine, la prima fase del progetto di fattibilità delle diverse soluzioni tecniche possibili dovrà essere sottoposta ad un successivo dibattito pubblico».

Prof. Leandro Janni, Presidente di Italia Nostra Sicilia

 

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