Italia Nostra

Data: 29 Dicembre 2015

Sicilia, il nostro patrimonio calpestato

Sulle pagine 8 e 9 del quotidiano LA SICILIA di lunedì 28 dicembre 2015, un’importante inchiesta (la prima parte) di Isabella Di Bartolo sul “Patrimio calpestato” della nostra Sicilia. Le foto e i commenti di Italia Nostra, Fondazione Unesco, Fai, Archeoclub Aidone-Morgantina e di tanti cittadini siciliani difensori della bellezza documentano una situazione di ricchezza e insieme di degrado. Tre contributi di Italia Nostra Sicilia sul patrimonio calpestato nel Nisseno.

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Proponiamo all’attenzione della stampa, dei cittadini, delle istituzioni competenti, tre casi eclatanti di “patrimonio calpestato” nel Nisseno. Ennesima denuncia? Proposta? Auspici per il prossimo anno? Certamente. Noi di Italia Nostra di certo non ci stancheremo di lottare per difendere i nostri valori, il nostro territorio, i nostri beni culturali e ambientali. La Sicilia, la nostra Sicilia, malgrado tutto, è ancora bellissima. E noi ci siamo.

1) Patrimonio minerario della Sicilia Centro-Meridionale – Per decine di anni, tra Ottocento e Novecento, le miniere di zolfo presenti nei territori della Sicilia Centro-Merridionale hanno pullulato di vita. Le miniere sono state veri e propri territori del lavoro, con migliaia di uomini impegnati, ricurvi dalla fatica, all’interno di gallerie anguste e buie, tra le polveri e il caldo umido del ventre della terra. Uomini capaci di trasformare l’economia di due grossi centri, Caltanissetta ed Enna (allora Castrogiovanni) e dei paesi vicini. Oggi, delle miniere di zolfo, oltre alle residue pensioni, rimangono gli impianti abbandonati, in rovina, muti, distorti relitti nella solitudine delle campagne. In un paesaggio prevalentemente spoglio, aspro, silente. Poco, pochissimo è stato salvato, recuperato, valorizzato Delle antiche “zolfare” ci parlano le opere letterarie, i documenti, le fotografie.

1_Patrimonio minerario

2) Parco archeologico regionale di Sabucina – Il monte Sabucina, situato immediatamente a Nord-Est di Caltanissetta, si erge a 720 metri sul livello del mare, dominando insieme al monte Capodarso il tratto centrale dell’ampia valle dell’Imera-Salso. Un percorso sinuoso, tra ulivi millenari e vistose cave di pietra, conduce alla parte alta del monte, sede di un parco archeologico che recinge i resti di antichi insediamenti umani, qui presenti dalla prima età del bronzo alla fine del IV secolo a. C.. Oggi tutto questo è in abbandono, per mancanza di risorse economico-finanziarie, ovviamente. Ma non solo. La strada di accesso al sito (di proprietà comunale) è ormai quasi impraticabile, in buona parte occupata da alberi e arbusti. Rifiuti sparsi sul territorio. Tutto questo è inaccettabile. Un parco, un luogo straordinario e prezioso dimenticato, abbandonato. Sabucina merita attenzione, tutela, adeguata valorizzazione. Noi di Italia Nostra abbiamo richiesto l’affidamento per la gestione del parco archeologico.

2_Veduta di Sabucina

4_Il sito archeologico di Sabucina

3) Centro storico di Caltanissetta – La storia di Caltanissetta è lunga e complessa: indigeni, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, aragonesi, catalani (i Moncada), borboni si sono succeduti nel cuore dell’Isola, lasciando testimonianze architettoniche e urbanistiche significative, ancora leggibili.

5_Veduta aerea del centro storico

6_Demolizioni recenti nel centro storico
Gli anni successivi all’unificazione furono caratterizzati da una grande prosperità economica. Anni legati all’intensa attività estrattiva nelle miniere di zolfo. La città cresce e, tra Ottocento e Novecento, realizza gli edifici più importanti, ridefinisce la propria struttura amministrativa e urbanistica, accoglie nuovi abitanti. Dagli anni Sessanta in poi, Caltanissetta si espande inesorabilmente, a macchia d’olio, sul territorio circostante, determinando di fatto l’abbandono degli antichi quartieri del suo centro storico. Oggi la situazione è grave, gravissima. Il patrimonio storico-abitativo è in disfacimento. Crolli, cedimenti si verificano sempre più spesso. Nessuna amministrazione, tra quelle succedutesi dagli anni Sessanta ad oggi, è stata in grado di elaborare e portare a compimento un progetto organico di recupero del centro storico. Una responsabilità pesante. Una responsabilità da noi denunciata tante volte.

Leandro Janni

Presidente del Consiglio Regionale di Italia Nostra Sicilia

Rassegna stampa

Il patrimonio calpestato_LA SICILIA_28.12.2015

L'inchiesta_LA SICILIA_28.12.2015

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