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Data: 2 Febbraio 2022

Sicilia: insopportabili ambiguità e contraddizioni del “Piano regionale di rifiuti”

 

Neppure un anno fa, il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci approvava un “Piano regionale dei rifiuti” che non prevedeva la costruzione di inceneritori. Oggi invece, su suo impulso, si presentano sette imprese interessate a costruirli. Perciò, qualora davvero si volessero realizzare, occorrerebbe mettere mano nuovamente al “Piano regionale dei rifiuti” per la cui pubblicazione sono stati necessari dieci anni.

Tanto in campagna elettorale nel 2017, quanto durante il suo mandato, il presidente Musumeci ha sempre detto di essere contrario all’affidamento della gestione dei rifiuti nelle mani dei privati, dichiarando di volerla affidare al pubblico e dunque sottrarla al giro di affari milionario delle imprese. Oggi si manifestano ben sette imprese private che non solo dovrebbero costruire gli impianti di incenerimento, ma addirittura gestirli. 

L’emergenza dei rifiuti è in atto adesso e servono misure immediate. Pertanto, perché si propone la costruzione di inceneritori i cui tempi di realizzazione sono di tre-quattro anni?

Le Direttive europee sull’economia circolare impongono standard di recupero dei rifiuti elevatissimi. Il che vuol dire che, da qui a pochi anni, l’80% dei rifiuti che produciamo non potrà più finire in una discarica e neppure dentro un inceneritore. Ora, il presidente della Regione Siciliana vorrebbe realizzare due inceneritori con una capacità di carico di circa 450.000 tonnellate/anno. Ma, ci chiediamo: dove trova tutti questi rifiuti? 

La Sicilia è una terra che ha subito le conseguenze dell’industria pesante. Nelle provincie di Messina, di Siracusa e di Caltanissetta possiamo constatare i segni di tale scriteriata industrializzazione: territori inesorabilmente compromessi e nei quali il risanamento ambientale forse non avverrà mai. E oggi, ancora una volta, si concederebbe alle aziende private la possibilità di scegliere i luoghi nei quali realizzare tali inceneritori. Ma davvero non abbiamo imparato nulla dal passato? Ma davvero dobbiamo continuare a danneggiare, a offendere la Sicilia e i suoi abitanti? 

Lo scorso novembre 2022, il Consiglio dei Ministri ha approvato il disegno di legge sulla Concorrenza. E’ stata cassata la norma contenuta nell’articolo 12 che prevedeva un’accelerazione dell’iter autorizzativo per i nuovi inceneritori per lo smaltimento dei rifiuti. Insomma, lo abbiamo detto tante altre volte e oggi lo ripetiamo: il governo Musumeci prenda atto del fatto che gli inceneritori non li vuole nessuno. La strada da percorrere, senza ulteriori indugi, senza ambiguità e contraddizioni, è quella dell’economia circolare che prevede il potenziamento della differenziata e la realizzazione di impianti per chiudere il ciclo dei rifiuti. 

Leandro Janni, presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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