Italia Nostra

Data: 11 Maggio 2014

Sicilia/Europa: una politica altra

I cambiamenti climatici inesorabilmente in corso e con gli effetti ben noti a tutti rappresentano le conseguenze naturali degli sconvolgimenti operati da una crescita senza limiti e, al tempo stesso, le conseguenze sociali di una spoliazione che ha colpito i paesi del Terzo e Quarto Mondo e, tout court, i più poveri e gli indifesi. Indubbiamente negli ultimi vent’anni la politica ambientale ha assunto importanza, centralità in Europa. In Italia, le politiche economiche e sociali della sostenibilità, dopo alcuni tentativi significativi, hanno registrato battute d’arresto o gravi passi indietro.

Le proposte ecologiste e ambientaliste possono essere il cardine di un cambiamento e di un nuovo orientamento: una grande occasione per il rilancio dell’economia e della stessa società e delle sue speranze, che non è certo concessa alle tradizionali politiche che vedono nell’ormai abusata catena lineare – ricerca, innovazione tecnologica, prodotto, mercato – la risposta alla crisi, l’antidoto al declino. Nel merito delle priorità sottese alle scelte politiche, la rivoluzione energetica, che riguarderà almeno i primi cinquant’anni del XXI secolo, reclama che l’Italia, e con essa la nostra Sicilia, recuperi il molto terreno perduto, ponendo da subito al primo posto l’uso efficiente dell’energia – il risparmio energetico – e le fonti di energia rinnovabile. L’impegno economico, tecnologico, amministrativo e organizzativo richiesto rende queste priorità incompatibili con un rilancio dell’energia nucleare. E comunque, se il nucleare è da respingere decisamente per motivi economici e di sicurezza, un ampliamento del ricorso ai combustibili fossili – petrolio, carbone, gas naturale – è incompatibile con il conseguimento della riduzione di CO2 prevista da Kyoto e dall’accordo Doha.

E comunque, noi riteniamo che sia venuto il momento, dopo più di cinquant’anni di abusi e scriteriate devastazioni del territorio, di immaginare, progettare e porre in essere un’alternativa al modello di sviluppo economico – sbagliato, obsoleto – fondato sulla raffinazione e sul petrolio, per riscoprire, pienamente, l’anima verde ed eterna della nostra Isola. Un’alternativa, una Sicilia “altra” basata sullo sviluppo equo e sostenibile, sul potenziamento della biodiversità, sulla bioagricoltura, sul potenziamento dell’agroalimentare di qualità, sulla razionalizzazione, riqualificazione e potenziamento dell’offerta turistica, sulla tutela e valorizzazione dello straordinario patrimonio storico, artistico e ambientale della Sicilia. E chi ha inquinato e avvelenato paghi e bonifichi. Basta con le trivellazioni nel Val di Noto, basta con le trivellazioni nel Canale di Sicilia, nel Mediterraneo! I cittadini di Milazzo, Gela, Priolo, Augusta meritano un altro destino, meritano di vivere in un a terra bella e sana. Lo abbiamo detto tante, tantissime volte in questi anni, e lo ripetiamo adesso.

E poi, la difesa del suolo, del paesaggio, la riqualificazione e rigenerazione urbana contro il degrado e per delle “periferie” vivibili, il recupero e la rivitalizzazione dei centri storici, più in generale “la manutenzione creativa del territorio” configurano settori nei quali favorire l’innovazione tecnologica dei cantieri e dei processi, offrendo nuove, importanti opportunità di lavoro. Le città, dove si incrociano i temi della mobilità, delle tecnologie avanzate, delle produzioni dematerializzate, delle risorse umane, della cultura e dell’arte, costituiscono un segmento importante da cui ripartire per un’economia moderna in una società sostenibile. Queste priorità pongono l’esigenza di una transizione della società “dalla quantità alla qualità”, su un terreno più squisitamente politico. E l’ecologismo non può essere soltanto una componente culturale e politica della società. Esso deve diventare elemento ispiratore delle idee-forza e delle politiche della sostenibilità nel governo dell’Europa, del Paese, della Regione.

Leandro Janni
Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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