Dopo una sosta dovuta alle proteste di Associazioni e di semplici cittadini, sono ripresi i lavori di sbancamento e livellamento del suolo, mediante l’uso di mezzi meccanici, con movimento di terra e abbattimento di vegetazione spontanea, per la costruzione dei due palazzi sulla Balza Acradina, caratteristica zona della città di Siracusa,prossima alla Latomia dei Cappuccini, dove insiste una latomia del periodo ellenistico così come confermato dai recenti sopralluoghi degli esperti della Soprintendenza . Oltre all’indignazione delle migliaia di cittadini che salendo per la panoramica della cittadella dello sport, già immaginano la loro vista occlusa da questi nascenti mostri di cemento armato alti 15mt, numerosi i lati oscuri della vicenda. Infatti, in prossimità dei luoghi non è stato apposto alcun cartello dal quale sia possibile conoscere il nome della ditta che sta realizzando gli interventi né se essi siano stati autorizzati dalle autorità competenti. Considerato che ai sensi dell’art.20 del D.lgs n. 42/04, “I beni culturali non possono essere distrutti, deteriorati, danneggiati o adibiti ad usi non compatibili con il loro carattere storico o artistico oppure tali da recare pregiudizio alla loro conservazione” e che, ai sensi dell’art.21 del medesimo decreto “l’esecuzione di opere e lavori di qualunque genere su beni culturali è subordinata ad autorizzazione”, le associazioni Italia Nostra, WWF, Legambiente e Davide contro Golia hanno presentato un esposto al Comune di Siracusa, alla Soprintendenza ai BB.CC e alla Procura della Repubblica perché verifichino se gli interventi eseguiti siano conformi alla leggi vigenti in materia urbanistica e di tutela del patrimonio culturale ed ambientale e alle prescrizioni in materia di tutela dei beni paesaggistici vincolati ai sensi e per gli effetti delle leggi n. 1497 e 1089 del 1939 ( oggi tresfuse nel D.lgs n. 42/04, Codice dei Beni Culturali ed Ambientali. Ci auguriamo di poter impedire l’ennesimo sfregio al territorio e al conseguente irreversibile danno al paesaggio di questa particolare dell’area archeologica.
Lucia Acerra
sezione di Siracusa




