Italia Nostra

Data: 13 Giugno 2016

Siracusa: la tutela dei Beni culturali, questa sconosciuta

Nell’imminente inizio di questa strana estate non passa giorno in cui le cronache cittadine non riportino notizie riguardanti i nostri amministratori, i politici, i dirigenti o gli imprenditori che operano un sistematico assalto a quanto di bello e pregevole ed importante esiste ancora nella nostra città.

Decisioni illogiche maturate nottetempo riguardano progetti incuranti della difesa e dell’incolumità di: opere d’arte, ambiente, paesaggio, monumenti ecc. Dopo l’assalto a “Cala rossa”, il degrado della Fontana di Diana, la distruzione del mascherone apotropaico di via Picherali e la distesa di legname che ricopre gran parte dei Sette Scogli, è notizia recente il progetto di trasferimento a Palazzolo, per l’esposizione in una mostra, dell’Annunciazione di Antonello da Messina custodita alla Galleria Regionale di Palazzo Bellomo.

Non ci stancheremo mai di ripetere quanto Siracusa sia una città immemore, che relega nel dimenticatoio tutto quanto è stato oggetto di discussioni e di decisioni che hanno poi codificato comportamenti e norme a cui attenersi nel tempo.

E’ questo il caso dell’Annunciazione di cui tutti conosciamo il travagliato iter del restauro documentato nella mostra, che crediamo sia ancora esposta al Bellomo, e le pressanti raccomandazioni da parte dei responsabili dell’Istituto Centrale del Restauro a non procedere ad alcuno spostamento, pena il distacco delle precarie superfici dipinte. Ora, perfino le Istituzioni preposte alla tutela, incuranti di tale raccomandazione, progettano il trasferimento dell’Opera a Palazzolo per una mostra che , con tutto il rispetto per tale Comune, non ci sembra possa giustificare la messa a repentaglio dell’incolumità del preziosissimo dipinto.

Ricordiamo perfettamente quali e quante precauzioni si ebbero nel trasferimento dal laboratorio di restauro e quanta attenzione fu posta nel costruire il contenitore che avrebbe garantito la sicurezza del trasporto eseguito da una Ditta specializzata e quello che fu fatto per collocare il quadro nella sala del Bellomo, nelle migliori condizioni, in un contenitore particolare ancorato al pavimento che garantisce sia la climatizzazione della teca che l’adeguamento delle fonti luminose, indispensabili all’incolumità del dipinto.

E’ stato valutato tutto questo? Si è chiesto il parere dei tecnici di laboratorio di restauro?

Il trasferimento è consentito dalle normative vigenti? Non esiste presso l’Assessorato un elenco delle opere “inamovibili” di cui fa parte l’Annunciazione di Antonello da Messina, delle quali è vietata l’uscita anche temporanea?  E che le eventuali deroghe devono avere il parere della Giunta di Governo e devono essere supportate da straordinari motivi di valorizzazione dei Beni culturali?

Una simile operazione che, riteniamo abbia un costo notevole e altrettanto notevoli rischi, quali finalità culturali si prefigge vista la modesta distanza che intercorre tra Siracusa e Palazzolo ? Ed infine, si è pensato al danno che l’assenza dell’Opera di maggiore attrazione arrecherà alla struttura museale in un periodo dell’anno in cui è concentrato il maggior flusso turistico nelle nostra città?

Ci auguriamo che queste nostre riserve siano prese in considerazione prima di rendere operativa l’improvvida decisione.

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