Il ponte per andare dove? Sicilia: tempi biblici per strade e ferrovie. Il crollo della struttura di Piano Carbone nel 2011 non passò certo inosservato ad Italia Nostra, nota associazione culturale nazionale.

In quanto esponente dell’Associazione, dopo qualche giorno mi recai sul posto per scattare qualche foto a documentazione del crollo, proprio dalla Sp poi interdetta al traffico. Ricordo che l’imponente arcata a scavalco della strada rifletteva le voci con un curioso effetto-eco. Successivamente, vi ritornai per partecipare ad una manifestazione indetta dai cittadini di Niscemi per la sua ricostruzione. Nel 2014, un nostro Bollettino tematico pubblicò un mio intervento al riguardo.
Il ponte ferroviario di Piano Carbone
La vicenda del ponte ferroviario di Piano Carbone è emblematica della condizione delle vie di comunicazione nell’Isola. Ad andare bene, la tratta Caltagirone-Niscemi sarà fruibile nel 2027, a distanza di ben 16 anni dal crollo del ponte. Ma resterà monca perché la tratta Niscemi-Gela non è ancora finanziata.
La tratta ferroviaria SR – ME è stata pesantemente danneggiata dai marosi provocati dal ciclone Harry all’altezza di Scaletta Zanclea. L’interruzione dovrebbe essere risolta nel giro di qualche mese; ma intanto i viaggiatori subiscono i disagi provocati dall’interruzione della tratta, che non ha alternative. Il Ministro Salvini ha dichiarato che, col Ponte, non si sarebbero interrotti i collegamenti.
Ma, ammesso che con quella tempesta il Ponte fosse rimasto in esercizio, il treno sarebbe stato bloccato dai binari rimasti a mezz’aria (ricordano quelli di Piano Carbone), e gli automobilisti sarebbero stati fermati dalla viabilità disastrata dal ciclone.
L’autostrada Siracusa-Gela
Se poi parliamo dell’autostrada Siracusa – Gela, appena 135 km, paradigma esasperato dei tempi di esecuzione di un’opera pubblica di vitale importanza, dopo oltre 60 (sessanta) anni sta ancora a Modica. Pregasi guardare la carta geografica! Con questi antefatti nessuno crede che il Ponte, audace opera di altissima ingegneria, potrà essere costruito nei 7 anni dichiarati; quei 7 anni potrebbero benissimo … diventare 70!
E che dire della disastrosa frana di Niscemi, segno inequivocabile del dissesto del territorio?
Con infrastrutture e territorio in queste condizioni, con tempi che fanno impallidire quelli biblici, che senso ha parlare del Ponte in questi frangenti? Il Ministro dimostri di essere persona sensibile e generosa e consenta la riallocazione dei soldi del Ponte, già “distratti” da altre opere, per fare fronte ai danni dell’ apocalittica frana di Niscemi, nonché di quelli provocati dal ciclone in ben 3 Regioni.
Liliana Gissara,
Presidente Italia Nostra Siracusa – Consigliere nazionale
Per la foto in evidenza: il crollo di maggio del 2011 di 2 delle 13 arcate del viadotto ferroviario tra Vituso e Piano Carbone, con l’armamento ferroviario rimasto incredibilmente “appeso” ai piloni superstiti



