Italia Nostra

Data: 16 Gennaio 2015

Sui (pessimi) lavori di ripavimentazione di Corso Vittorio Emanuele a Caltanissetta

E’ vero: tutto ciò che temiamo, accade; e tutti gli errori che potevano essere fatti, sono stati fatti. Ci riferiamo ai controversi, pessimi lavori (ancora non completati) di ripavimentazione di Corso Vittorio Emanuele, nel centro storico di Caltanissetta. “Il salotto buono della Città”, come direbbe l’attuale sindaco Giovanni Ruvolo.

La prima considerazione: i disegni (i progetti?) di ripavimentazione di Piazza Garibaldi, di Corso Umberto I e adesso di Corso Vittorio Emanuele, malgrado dovessero ridefinire, riqualificare l’immagine, il decoro urbano di uno stesso luogo, di un medesimo, peculiare contesto storico-urbanistico (la cosiddetta Grande Piazza), non sono affatto coerenti, omogenei. Insomma, sono uno diverso dall’altro. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: confusione, disordine visivo-percettivo e fisico, incerto deflusso delle acque piovane. A questo dobbiamo aggiungere il contributo della Soprintendenza ai Beni culturali di Caltanissetta che, ad esempio, ha imposto, in alcuni brani di strada, l’utilizzo delle antiche, residue basole in pietra lavica, determinando ulteriori discontinuità nei tessuti pavimentali. Inoltre, alla luce dei fatti, in ordine al ruolo di verifica della qualità progettuale e di alta sorveglianza, da parte della Soprintendenza, non possiamo che esprimere, confermare forti dubbi. Inevitabili interrogativi.

Lo spazio antistante Palazzo Giordano

Il massimo della confusione, del disordine grafico-espressivo, si ha comunque nell’area in cui si incontrano i tre diversi interventi di ripavimentazione di Piazza Garibaldi, Corso Umberto I e Corso Vittorio Emanuele. Qui – come dire? – si sommano tutti gli errori, inesorabilmente. Basta dare un’occhiata. Per non parlare dei dettagli dell’intervento in corso di realizzazione: le lunghe strisce di pietra bianca che dovrebbero dividere, segnare la parte di strada carrabile dalla parte pedonale (un tempo si facevano i marciapiedi) sono sconsideratamente ondulate, non a livello. Mal realizzati anche i particolari della pavimentazione a contatto con le caditoie di deflusso delle acque piovane e con i tombini circolari e quadrati; per non parlare delle strisce pedonali realizzate nel punto di incontro con Piazza Garibaldi. Qui, la nuova pavimentazione stradale di Corso Vittorio Emanuele si stringe (scriteriatamente, imprevedibilmente) di circa due metri, a causa del diverso livello di quota della pavimentazione di Piazza Garibaldi.

Snodo Corso Vittorio Emanuele - Piazza Garibaldi

Sulle quote in generale e sulle pendenze del nuovo intervento che dire? Intanto ci auguriamo vivamente che l’acqua piovana non danneggi gli interni dei negozi, degli spazi commerciali e abitativi adiacenti alla strada. Per quanto riguarda, infine, il decoro e la tutela (in senso lato) di Palazzo Giordano, sottolineiamo il fatto che è certamente necessaria una riconfigurazione dello spazio di accesso all’importante manufatto architettonico, indissolubilmente legato alla storia della città.

Leandro Janni – Presidente regionale di Italia Nostra Sicilia

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Leggi gli articoli:

1 da LA SICILIA del 30.12.2015

2 da LA SICILIA del 17.01.2015

La Sicilia del 28.12.2014

La Sicilia del 04.01.2015

 

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