Italia Nostra

Data: 22 Gennaio 2015

Tagli ferroviari in Sicilia

Dall’Estate vogliono sopprimere i treni a lunga percorrenza da e per la Sicilia. L’ennesimo affronto all’Isola. Nessuno si pone il problema del disagio degli Utenti. Nessuno di quelli che decidono i tagli che si misuri preventivamente con il loro significato.

Sfido Ministro e AD di Trenitalia a provare che cosa significa partire da SR o da PA con un regionale, recarsi armi e bagagli da Messina Centrale a Messina Marittima a piedi, salire sul traghetto per Villa S. Giovanni (sempre che non tocchi l’attraversamento dello Stretto a nuoto -Beppe Grillo docet-) e, una volta sbarcati al porto, raggiungere la Stazione di Villa S. Giovanni che trovasi notoriamente lontana dall’approdo e salire sull’agognato treno per il Continente… già sul Continente.

Tutto questo, sia di giorno che in notturna; sia col sole che con la pioggia, sempre armi e bagagli al seguito. Viaggiatori singoli (quindi anche soli), famiglie con bambini, scolaresche. Senza dire che un ritardo, come spesso accade, del “regionale” per Messina può compromettere le coincidenze con gli altri mezzi (traghetto, treno a Villa) lasciando i viaggiatori letteralmente per strada. Che significa: preoccupazione, tensione, disagi ed ulteriori spese per il superamento dell’inghippo.

Una “polpetta avvelenata” per gli Italiani-Siciliani che si ostinano a viaggiare in treno sulla lunga percorrenza per una serie di validissime ragioni e per esercitare un diritto che ad altri Italiani è riconosciuto senza remore. Una vera e propria “dissuasione violenta” dall’uso del treno. Il treno è la storia della mobilità, è un servizio ed è un diritto, non un fatto speculativo.

I Siciliani pagano le tasse esattamente come i Lombardi che hanno a disposizione decine di FRECCIAROSSA al giorno per ogni dove della penisola, fino alla Campania e, come loro, hanno diritto anche ai treni per il Continente. Non parliamo poi di quel “sofisticato” concetto che è la mobilità sostenibile. Muoversi dalla Sicilia in tali condizioni diventa una fatica immane ed un insostenibile dispendio di tempo e di denaro. Parafrasando una nota pubblicità, viene da dire: che vogliamo di più? Ma è ovvio: il ritorno alle carrozze a cavalli !!!

Liliana Gissara
Consigliere Nazionale Italia Nostra per la Sicilia

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