È stato pubblicato in Gazzetta ufficiale il decreto del ministero dello Sviluppo economico Corrado Passera, firmato il 27 dicembre, che amplia la zona “C” in Sicilia per la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi in mare si legge che «l’area oggetto di ampliamento costituisce parte della piattaforma continentale italiana» e si estende «a est nel Mare Ionio meridionale, e a sud-est nel Canale di Sicilia». L’allargamento dell’area per le trivellazioni in mare, coinvolge anche i rapporti di vicinato con altri Paesi del Mediterraneo, facendo esplicito riferimento all’accordo Italia-Tunisia sulla «delimitazione della piattaforma continentale fra i due Paesi», ma anche a una sentenza della Corte internazionale di Giustizia del 3 giugno 1985 che «definisce i limiti marittimi di pertinenza di Malta e Libia». Il ministro nel decreto specifica «il potenziale interesse alla ricerca e coltivazione di idrocarburi nelle aree di sottosuolo marino». Tant’è che già si apre di fatto la corsa a nuove autorizzazioni in Sicilia. Infatti, precisa il decreto, «a decorrere da tre mesi dalla data di pubblicazione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea i soggetti interessati possono presentare istanze di permesso di prospezione o di ricerca per idrocarburi liquidi e gassosi ai sensi delle norme vigenti».
La Regione Siciliana non ha diritto di veto sulle autorizzazioni per ricerche offshore, ed il destinatario delle autorizzazioni è il ministero dello Sviluppo economico. Tanto più che negli ultimi mesi s’è allargato il gap fra un governo nazionale che punta molto sullo sviluppo energetico – già altre associazioni intendono impugnare la Sen, Strategia energetica nazionale.
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Umberto Marsala
Per la Sezione di Sciacca di Italia Nostra





