Italia Nostra

Approvazione del nuovo Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana

25 Giugno 2014

Il documento che segue riassume il pensiero e la posizione di Italia Nostra/Toscana sull’importanza che ha il nuovo Piano di Indirizzo Territoriale della Toscana (PIT)

“È importante discutere e approvare il nuovo Piano di Indirizzo territoriale regionale (PIT) – chiamato, forse per sminuirlo, “Piano Paesaggistico” – con il quale tutti i rami e i settori, sia dell’Amministrazione regionale che della società civile, devono fare i conti; anche gli industriali pronti a difendere posizioni di rendita senza confrontarsi con le nuove problematiche che la società propone, come nel caso del marmo delle Apuane. Il nuovo PIT, con una visione aggiornata e coerente con le politiche dichiarate da anni dal governo regionale, supera l’idea che il paesaggio e l’ambiente siano un settore e rientrino, quindi, in valutazioni che interessano una porzione limitata della società. Con il Piano in discussione il paesaggio e l’ambiente, vale a dire la natura e la storia, le regole profonde che hanno caratterizzato la costruzione delle nostre comunità, diventano elementi con i quali confrontarsi per la definizione di scelte di pianificazione territoriale e per stabilire gli indirizzi strategici per lo sviluppo socio-economico.

Ne consegue che il territorio non è più tutto trasformabile, non è un’area “bianca” in attesa di valorizzazione economica tramite le previsioni e le trasformazioni urbanistiche. Diviene invece un palinsesto nel quale è scritto il codice genetico dell’intera comunità, da dove veniamo e dove vogliamo andare. Con il nuovo Piano si riconoscono al territorio valori più profondi, anche non materiali, determinati  dalla storia, cioè dall’esperienza che diventa arte dell’uomo di stare in un luogo e di mantenere  o ricreare un paesaggio e un luogo di grande interesse: quindi un’opera d’arte collettiva. È un’arte, espressa dalle generazioni che ci hanno preceduto, di convivere con i propri luoghi. È fondata sull’esperienza che diventa quel sistema di regole profonde che hanno portato alla costruzione del paesaggio, alla gestione delle acque e dei vari aspetti che governano un territorio. La fine della mezzadria, del lavoro nei campi e l’inurbamento hanno prodotto una crisi culturale:non siamo più capaci, o fra poco non lo saremo più, di gestire il territorio. Quello che prima era una cultura diffusa, il lavoro nei campi che garantiva il presidio paesaggistico, ora diventa un progetto da studiare, capire e governare, cosa che è stata fatta con questo nuovo PIT. I problemi legati al tempo meteorologico bene evidenziano questi temi; ogni volta gli eventi sono straordinari per cui non si è potuto dimensionare o prevedere le contromisure adeguate. In realtà l’esperienza ci dice che non tutto il territorio è trasformabile e, soprattutto, non è trasformabile seguendo interessi o aspettative di breve respiro.

Con il nuovo PIT, la Toscana non è più solo la collina delle immagini oleografiche, dei mulini bianchi, quella da vendere, alla quale si contrappone una Toscana da nascondere o trasformare brutalmente. È una Toscana fatta anche di pianure, di coste, di monti che rappresentano storie e società locali varie, valori importanti che ora sono riconosciuti e possono diventare un motore di sviluppo e un valore che devono essere guardati con una visione strategica aggiornata e più approfondita rispetto alle esperienze precedenti. Ma soprattutto con il nuovo Piano, la Toscana è anche quella delle periferie urbane, di ambienti e paesaggi degradati, delle aree umide distrutte dagli interventi di trasformazione, con i quali è necessario confrontarsi e trovare gli strumenti per la loro rigenerazione. È questa una sfida decisiva sulla quale misurare la capacità di governo e invertire finalmente la tendenza per cui solo il consumo di suolo e di risorse ambientali produce ricchezza. Affrontare questi problemi con coraggio è un merito di questo Piano che fornisce la premessa metodologica e conoscitiva necessaria per la costruzione di una visione politico-amministrativa e strategica della Toscana, adeguata alle sfide dei tempi, basata su un giusto equilibrio fra manutenzione, conservazione e rinnovo.

Italia Nostra/Toscana auspica che il nuovo PIT, che stabilisce le pre-condizioni per la trasformazione del territorio, sia sostenuto con forza dall’intero quadro governativo regionale e divenga rapidamente lo strumento con il quale l’intera società possa confrontarsi per costruire, con un cuore antico, il proprio futuro. È quindi urgente che il Consiglio Regionale della Toscana adotti al più presto il nuovo PIT e venga attivata la  fase della pubblicazione dell’atto e quella delle Osservazioni. Italia Nostra contribuirà, con motivate osservazioni, alla formazione di questo strumento di pianificazione.

Il Presidente del CR Toscana di Italia Nostra

ing. Antonio Dalle Mura

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