Italia Nostra

Cave, no a nuove concessioni. Ecco le proposte di Italia Nostra

4 Luglio 2013

Ecco un breve “pro memoria” del Presidente del CR Toscana l’ing. Antonio Dalle Mura sulle Apuane e la questione delle cave.

La difesa delle Apuane e la elaborazione delle linee che l’hanno contrassegnata e distinta ha avuto protagoniste particolarmente attive le nostre sezioni (Apuolunense, Massa-Montignoso,Versilia). Quasi sempre siamo stati soli: esempio paradigmatico, e ultimo, l’inchiesta pubblica per le cave delle Cervaiole solo da noi richiesta, ottenuta e vinta (allora).

Oggi, per fortuna, sono molti i comitati e le associazioni che si battono per le Apuane.

La nostra lotta si concretizza e si articola nella difesa non solo paesaggistica ma ambientale, sociale ed economica (è difficile la rinascita di una economia non più basata essenzialmente sulla monocultura del marmo, ma sulla coltura del bosco, della pastorizia e dell’agricoltura di montagna, le strutture delle quali, purtroppo, sono state quasi totalmente distrutte), fisica (pensiamo allo sbriciolamento dei monti e al rischio di distruzione delle cavità carsiche proprie delle Apuane) e naturalistica (fauna e preziosità floristiche) su cui oggi sembra che molti convengano.

Indichiamone schematicamente alcuni punti:

  • limitazione e regolamentazione (secondo regole precise e puntuali stabilite per legge) dell’escavazione del marmo;
  • le escavazioni in galleria debbono avvenire (se, e quando avvengono) dopo carotaggi e saggi scientificamente  rigorosi e credibili, condotti in progress e non una volta per tutte, in considerazione della particolare struttura carsica dei nostri monti. Soprattutto si evitino quelle “furbate” di escavazioni di prova che equivalgono a vere e proprie aperture (o riaperture) di cave;
  • perimetrazione precisa e rigorosa delle cave (si veda il lavoro della nostra Franca Leverotti);
  • cessazione di ogni nuova concessione (o rinnovo di concessione) di escavazione;
  • adeguamento delle concessioni alle normative nazionali;
  • riconoscimento degli USI CIVICI;
  • rigidi controlli sul rispetto dei limiti e delle modalità di  esecuzione delle escavazioni, nonché su tutte le operazioni connesse alla attività di cava. Controlli da affidare ad autorità terze, vista l’inefficienza con cui sono state condotti fino ad ora (si vedano, per esempio, macchinari e residui abbandonati per i monti. Ma questo è il meno);
  • attenta tutela delle acque (il bene di tutti e, forse, il più prezioso dei nostri monti;
  • tutela delle cavità carsiche;
  • inserimento di tutte le cave nel Parco.

***

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