Italia Nostra

Data: 21 Marzo 2018

Continua la lotta per le Apuane – Quanto vale la sicurezza di Casette?

Assodato che la cava Lavagnina mette in pericolo il sottostante campo sportivo e alcune case dell’abitato di Casette, ci si chiede perché questa continui ad essere autorizzata. Per di più, nonostante queste criticità siano note almeno dal 2006, alle casse comunali non arrivano che poche migliaia di euro. Per questi motivi chiediamo al Sindaco di chiudere la cava perché la sicurezza del territorio e di un abitato hanno la priorità assoluta anche di fronte alle solite giustificazioni economiche e sociali che, lo rimarchiamo, qui non sussistono: infatti sono scarse le entrate per la comunità e la cava occupa forse tre addetti, quando è attiva.

Dalla documentazione risulta che la cava non è stata caducata, pur non avendo pagato affitto e tassa marmi per ben 5 anni e, ciò nonostante,  è stata autorizzata a proseguire l’attività avendo sottoscritto un piano di rateizzo con fideiussione.

Dal 2010 al 2016, dati della pesa pubblica alla mano, risulta che la cava ha escavato per 17.000 tonnellate di blocchi senza che risultino scarti. Soltanto nel 2012 sono passati alla pesa 13.000 tonnellate di detriti. Quest’ultimo dato permette di constatare che le prescrizioni del piano estrattivo del 2010, che vietavano lo scarico di detrito nel ravaneto, non sono state rispettate, violando l’ambiente e la sicurezza dei luoghi , ma anche degli operai, come  conferma un recente incidente.

L’ing. Pellegri nel maggio 2016 segnalava all’Amministrazione  il pericolo di caduta verso l’abitato di materiale anche di grosse dimensioni, avendo contravvenuto, la Ditta, alle prescrizioni impartite. L’area, segnalata come pericolosa nel 2016, è ben visibile nella sua criticità fin dal gennaio 2014 come mostrano le nostre foto. Non solo, è stato modificato lo skyline del monte e sommersa con lo scarico abusivo di detrito (foto 1 scarico nel versante), anche di volume consistente (foto 2 massi di notevole dimensione nel ravaneto), una antica via di lizza (v. foto 3 lizza scomparsa tracciata in rosso).

Il piano estrattivo in scadenza nel 2017, è stato recentemente  prorogato di due anni (il massimo consentito dalla normativa), in considerazione del fatto che la cava è stata ferma  circa 11 mesi per morosità e per fare le necessarie bastionature a tutela di Casette. Nonostante le criticità, ancora una volta alla Ditta è stato concesso di scavare, anche se, come al solito, limitatamente al versante di Colonnata dati i problemi di sicurezza nel versante massese.

Chiediamo perciò all’Amministrazione di monitorare la situazione (la Ditta affittava parte della cava a deposito di detrito di alcune cave di Carrara) e di NON rinnovare la concessione alla scadenza. Oltre all’evidente devastazione ambientale, qui si mettono in pericolo alcune case per poche briciole di introito. Quale priorità ha l’Amministrazione?

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