Italia Nostra

Data: 6 Luglio 2012

Firenze, eutanasia di una piana

Da sempre Italia Nostra contrasta l’occupazione di territorio con infrastrutture inutili come in questo caso per l’aeroporto di Firenze o come nel caso della terza pista dell’aeroporto di Malpensa che prevede la distruzione di 300 ettari del Parco del Ticino.

Alla fine la cosiddetta pista convergente (12/30) proposta da Enac per il potenziamento dell’aeroporto di Firenze che per molti è “la miglior pista possibile”, tale che “raramente si trovano soluzioni che rispettino tutti i parametri come questa: sicurezza, efficienza, impatto sul territorio e sull’ambiente” farà colare a picco il Parco della Piana per il quale, tra 2009 e 2010 nel processo di partecipazione dei cittadini, erano stati ingaggiati fior di avventure urbane, sociolab e Massino Morisi. Anche se la nuova pista lascerà fuori dal rumore gli abitanti di Peretola, Brozzi, Piagge e Oltregreve, avrà però per obbiettivo il raddoppio del traffico aereo (almeno 4 milioni di passeggeri all’anno), aprendo a velivoli più grandi, distribuiti su tutte le 24 ore, con conseguente maggiore produzione di residui di combustione.

Nessuna parte del territorio della Piana può sperare di trovare sollievo da questa soluzione, se non altro per i problemi di mobilità che l’ incremento dei voli turistici provocherà!

Il prolungamento della pista determinerebbe profonde modifiche nella rete idrografica di un’area soggetta per un buon 25% a rischio idraulico generando ulteriori cementificazioni e maggiori rischi di sommersione.

Il presidente della Regione Enrico Rossi in occasione della presentazione dello studio dell’aviazione civile ha promesso di rimodellare il Parco in funzione del nuovo incomodo, ma basta elencare le funzioni esistenti e previste in quello spazio limitato per capire quanto egli straparli:

  • Inceneritore e Discarica a Case Passerini
  • Scuola Marescialli
  • Convenzione Ligresti
  • Terza corsia dell’Autostrada a11
  • arteria Mezzana-Ricasoli
  • Polo Scientifico
  • Polo Ferroviario, ecc.

Il tutto nel contesto dei 40.000 ha del bacino FI-PO-PT, solcato da ogni genere di infrastruttura, punteggiato da macrolotti industriali e centri commerciali e con una popolazione di 1.500.000 abitanti.

Se la promessa di Rossi venisse mantenuta chi abita e lavora in quell’area vedrebbe la propria  salute trasformarsi in un puro bene negoziabile e da cittadino dimezzato sarebbe ancor più solo contro tutti: giornali, amministratori, partiti politici, gruppi economici, opinione pubblica distratta.

Una Valutazione di Impatto Sanitario eseguita alcuni anni fa dall’Agenzia Regionale di Sanità denunciava in quel territorio livelli anomali di gravi malattie anche degenerative causate  dall’elevato inquinamento e dal degrado ambientale.

E tuttavia oggi sono in molti a premere perché si approvi il PIT (Piano di Indirizzo Territoriale)\ prima della pausa estiva suggerendo di eludere proprio quella VIS richiesta a  gran voce dalle popolazioni, da vari sindaci e dallo stesso Presidente della Provincia Barducci. Così la pensano il consigliere regionale Giani, il Sindaco Renzi, le Camere di commercio, l’opposizione politica di centro destra, tutti uniti nel fronte del far presto e male.

Bene ha fatto invece l’assessore Marson a ribadire le sue prerogative sull’Urbanistica, riaffermando la cultura delle regole, della legge e della partecipazione dei cittadini alle grandi scelte strategiche. Quei cittadini che invano chiedono da anni di essere partecipi di una discussione che parta dal parametro della salute e della qualità della vita avviando una nuova Valutazione di Impatto Sanitario per la Piana fiorentina.

E’ discutibile che l’economia toscana dipenda da quei 200 m. di pista in più per uno scalo nato sbagliato in un posto sbagliato e che si trova pur sempre ad un’ ora di distanza da quelli internazionali di Pisa e di Bologna.

Né risulta che le aziende manifatturiere della zona indichino nell’aeroporto l’elemento decisivo per superare la dura crisi attuale.

Prima di qualsiasi decisione irreversibile si verifichino allora seriamente modelli economici che mettano al primo posto la sostenibilità ambientale della Piana:

  • un Piano rifiuti concepito in alternativa alla politica degli inceneritori,
  • un vero piano di risanamento ambientale per tutta lapiana fiorentina
  • la ricerca di un possibile equilibrio economico per un City airport a 5 km dal centro di firenze, finalizzato agli affari, alle attività fieristico-congressuali e ad un turismo qualificato

Italia Nostra Firenze

Cittadini Area Fiorentina

Comitati dei cittadini – Firenze

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