Italia Nostra

Data: 16 Dicembre 2013

Firenze: Pm 10 alle stelle ”Un Natale avvelenato”

Nell’indifferenza generale continuano gli sforamenti del PM10 che hanno originato le due ordinanze del Comune con blocchi al traffico dei veicoli più inquinanti. “Chi lo sa che con sabato sono diventati 10 i giorni quasi consecutivi di sforamento nelle centraline di Firenze? Chi sa esattamente quali sono i divieti che prevedono anche il blocco delle auto diesel euro 3, immatricolate fino al 2006, su tutto il territorio comunale? Quante sono le multe fatte nei giorni scorsi dalla polizia municipale? Anche a Natale e fine dell’anno avremo gli sforamenti e i blocchi del traffico?”. Queste le domande che pongono le associazioni componenti la Rete, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra!
Lo studio ESCAPE sull’inquinamento atmosferico, recentemente pubblicato e al quale hanno collaborato centri specializzati come la Fondazione Irccs Istituto nazionale tumori di Milano, ha provato che il PM10 causa il cancro al polmone e che il rischio aumenta quanto più si è esposti, per esempio chi abita o lavora in zone con molto traffico. Su un totale di 367.251 persone, seguite nello studio per 14 anni, 29.076 sono state le morti per cause non accidentali e 2095 hanno contratto un cancro nel periodo dell’indagine: circa lo 0,67% della popolazione osservata, 5 persone su 10.000 ogni anno. Altro dato allarmante: per ogni incremento di 10 microgrammi per metro cubo (µg/m3 ) di PM10, la probabilità di contrarre un tumore ai polmoni aumenta del 22%. “Visti i livelli di Pm10 di questi giorni a Firenze – concludono le associazioni della Rete No Smog – quali conseguenze potremmo avere sulla salute dei cittadini, specialmente nelle zone abitate e particolarmente inquinate dal Pm10?”.

Questo l’intervento dei consiglieri Ornella De Zordo e Tommaso Grassi: “Il sindaco Renzi dichiarò in una intervista del 26 novembre 2009: “nel 2013 avremo un Natale meno inquinato, questo davvero mi sento di poterlo promettere senza prendere in giro nessuno…il Piano antismog è il programma di mandato”. Detto-non Fatto! A distanza di quattro anni e visti i livelli di Pm10 nell’aria di Firenze, si può dire che sull’inquinamento il sindaco Renzi ha preso in giro i fiorentini. Renzi aggiunse nell’intervista: “la vera rivoluzione non sta in un piano ma nei fatti concreti: incrementare il trasporto pubblico locale, fare la gara per rinnovare completamente il parco Ataf, acquistare molti più bussini elettrici da far girare in centro, rifare le piste ciclabili di sana pianta, scommettere sulla mobilità elettrica, creare una ferrovia metropolitana di superficie…”. Se a questi “fatti concreti” che Renzi non ha concretizzato, si aggiungessero anche il più volte annunciato “bike sharing” e gli incentivi all’acquisto di mezzi elettrici, esauriti poi riaperti e riesauriti pochi giorni dopo, il fallimento è totale.
Ora, nel dicembre 2013, con il Pm10 alle stelle da 10 giorni consecutivi persino dentro Boboli, l’assessore Biti ha ancora il coraggio di affermare che le politiche dell’amministrazione funzionano: eppure lei stessa, intervistata da una televisione locale, ieri ha dovuto ammettere che non ci sono stati neppure adeguati controlli per i divieti di circolazione entrati in vigore da giovedì. Vista la poca informazione fatta dall’A.C. sui blocchi del traffico, diciamo pure che i divieti non solo non sono stati rispettati ma sono stati proprio ignorati dagli automobilisti che non ne erano a conoscenza.
Serve invece che vengano resi più efficaci i provvedimenti antismog a partire da quelli strutturali, cioè le promesse non mantenute di Renzi – che sulla carta erano condivisibilissime. Per limitare il danno ora si potrebbe ripescare dalle proposte della Regione (vedi delibera 246 del 1/3/2010): togliere la fascia oraria dei blocchi del traffico estendendo il divieto dalle 8.30 alle 18.30; incentivare l’uso del trasporto pubblico istituendo corse suppletive dei bus e prevedendo la gratuità del biglietto Ataf. E anche rilanciare la proposta che fece nel marzo 2008 al ministero dei trasporti l’allora presidente della Regione Claudio Martini: il limite di velocità di 90 km all’ora in autostrada nei tratti vicini ai centri abitati più critici, da Firenze nord a Firenze sud. Non costerebbe nulla proporre i 90 km/h al sottosegretario ai Trasporti D’Angelis, che spesso viene incontro alle richieste di quest’amministrazione. E in parallelo al limite di velocità in autostrada, l’amministrazione potrebbe far rispettare il limite di 30 km all’ora dove già in teoria ci sarebbe (centro storico) estendendolo a una fascia più ampia di strade limitatamente ai periodi di emergenza smog come quello in corso e quelli che, ormai lo sappiamo, si ripresenteranno tra gennaio e febbraio prossimi.
Proposte concrete che si potrebbero attivare se si avesse a cuore la salute della popolazione e si scegliesse di prendere iniziative di sostanza anziché di pura immagine: l’A.C. è informata del recentissimo studio Escape secondo il quale per l’incremento di 10 microgrammi al metro cubo di PM10 aumenta del 22% la probabilità di contrarre tumore ai polmoni?”.

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Comunicato del 12 dicembre 2013

“E’ emergenza smog con il  Pm10 alle stelle, ma il Comune di Firenze tace”. E’ questa l’accusa della Rete No Smog dopo sei giorni consecutivi di sforamento del Pm10 nelle centraline di Firenze e di altre città della Toscana. E’ da mercoledì scorso che il Pm10 ha iniziato a sforare ininterrottamente nelle centraline, nei giardini di Boboli come a Scandicci, dove venerdì ha raggiunto la punta massima di 116 microgrammi/mc (la soglia è di 50), e a Ponte alle Mosse, dove ieri, lunedì, sono stati misurati 108 microgrammi/mc ed è stato il 36 giorno di sforamenti, superando così il limite dei 35 giorni previsto dalla normativa e diventando così la centralina “maglia nera” e la più inquinata della Toscana. E nei prossimi giorni gli sforamenti del Pm10 sono destinati a continuare, viste le previsioni meteorologiche stabili, con freddo e alta pressione, favorevoli alle concentrazioni e innalzamento degli inquinanti nell’aria. “Nonostante gli sforamenti del Pm10 il Comune di Firenze e gli altri Comuni della piana non prendono provvedimenti antismog, a differenza di altre città come Milano e Roma – sottolineano le associazioni componenti la Rete, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra! – perché continua l’inganno delle centraline “di fondo”, che registrano l’inquinamento in misura inferiore (un terzo dei giorni di superamento), ma sono prese come riferimento per gli sforamenti e quindi per i provvedimenti antismog”. La Rete ricorda infatti il paradosso che le centraline collocate all’interno dei giardini di Boboli e di viale Bassi vengono considerate come le più attendibili per l’esposizione dei cittadini agli inquinanti, “come se i fiorentini abitassero e vivessero ai giardini di Boboli”, commentano dalla Rete. Così la centralina di via Ponte alle Mosse, in zona di traffico e altamente residenziale, è quella record negativo di tutte le centraline della Toscana, ma per il Comune di Firenze i suoi 36 giorni di sforamenti non contano, perchè hanno valore i 13 giorni della centralina di Scandicci e gli 11 di Boboli e i 10 di Bassi. “Così in questi giorni i fiorentini respirano Pm10 a pieni polmoni – concludono le associazioni della Rete No Smog – ma il Comune non solo non prende provvedimenti, aspettando il superamento della soglia dei 15 giorni sforati dalla centralina di Scandicci, ma se ne disinteressa totalmente e non si preoccupa neanche di avvertire i cittadini dei rischi per la salute”.

RETE NO SMOG FIRENZE, Città Ciclabile, Italia Nostra, Medici per l’Ambiente, Medicina Democratica, sTraffichiamo Firenze, Terra!

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