Italia Nostra

Data: 23 Marzo 2012

Firenze, Urbanistica buchi nell’acqua e acqua nelle buche

Si incatena ai cancelli del Comune per protesta contro la gestione urbanistica – Firenze – Repubblica

Maurizio Toma, architetto e presidente del comitato per la tutela del patrimonio storico e paesaggistico del Galuzzo si è incatenato all’entrata dell’ufficio dell’Urbanistica in via Andrea del Castagno….vedi art. on line

ITALIA NOSTRA

CITTADINI AREA FIORENTINA

BUCHI NELL’ACQUA E ACQUA NELLE BUCHE

Cosa accade negli uffici dell’Urbanistica, con la nuova gestione Renzi /Meucci/Palladino/Fanfani?

Nulla di particolarmente diverso dalla precedente gestione Domenici, se non forse per una maggiore attenzione a non incorrere nelle maglie della Procura che nei giorni passati, per bocca del Procuratore Quattrocchi, si era espressa censurando la cosiddetta “urbanistica contrattata” intesa come quella in cui l’Amministrazione si fa le regole e poi trova il modo di disattenderle per venire incontro ai privati.
Per il resto, sono stati allontanati i dirigenti della passata stagione e sono stati sostituiti da nuovi dirigenti (più giovani e con scarsa esperienza rispetto alla complessità della città), ma si continua a procedere col vecchio sistema delle varianti. Anzi, per vendere la decina di immobili elencati nei giorni scorsi sui giornali, fra cui il Teatro comunale, una parte dell’ex Meccanotessile e la villa di Rusciano, si anticipa addirittura l’iniziativa dei privati e si confezionano le varianti prima che vengano richieste: sono gli stessi uffici che si fanno carico di predisporle per cambiare le destinazioni. Non si tratta solo di un passaggio da pubblico a privato attraverso la compravendita, ma anche di ampliare la possibilità di demolire e di ricostruire per venire incontro alle presunte esigenze degli operatori.
Nel caso della ex Manifattura Tabacchi, “Metropolis”, la società che si era occupata di presentare il piano di recupero, lascia: si dice non a causa di questa Amministrazione, che anzi aveva dato tutti i suoi nulla-osta preventivi all’operazione durante una assemblea dei 100 luoghi, ma a causa della Sovrintendenza che ha chiesto integrazioni e chiarimenti invece di approvare su due piedi la demolizione di una parte consistente dell’opificio e la costruzione al suo posto di un complesso residenziale e terziario comprendente due torri di 23 piani.

________________________________________
Dato che a questo punto la trattativa dovrà ricominciare con altri operatori ci sembrano preziosi alcuni vincoli di cui tener conto ben indicati dal prof. Manlio Marchetta in una iniziativa promossa al Teatro Puccini qualche giorno fa.
1. La ex Manifattura Tabacchi non è un’area dismessa, ma un’architettura integra e con caratteristiche di valore di primaria importanza come complesso architettonico nel quale è intervenuto Nervi e il suo studio.
2. Si tratta di un complesso omogeneo sia nella parte più monumentale di facciata che nelle parti retrostanti.
3. La sua solidità strutturale e il buono stato in cui è arrivata ai nostri giorni ne rendono irragionevole ogni demolizione.
4. E’ grande la valenza strategica del complesso rispetto alle problematiche di nuovo ingresso alla Città, il suo legame inscindibile col parco delle Cascine, le sue potenzialità funzionali anche rispetto all’area di Novoli.
________________________________________
Non meno singolare appare il destino dell’area ex-FIAT di viale Belfiore dove dalla passata Giunta era stato autorizzato, in modo non del tutto trasparente né corretto, un progetto dell’arch. Jean Nouvel (che peraltro, a seguito di modifiche richieste dalla ditta proprietaria Baldassini e Tognozzi per ridurre la spesa, ha ritirato la firma ed è scomparso) per realizzare un mega-albergo ed altre strutture residenziali e terziarie. Ebbene questa Giunta non ha ancora deciso che fare di quella enorme buca che nel frattempo è stata scavata in vista della realizzazione di 4 piani interrati e che rischia di riempirsi di acqua facendo implodere le pareti laterali su se stesse. Nel frattempo Baldassini e Tognozzi è in concordato preventivo e il permesso di costruire è scaduto.

CI CHIEDIAMO CHI SIANO GLI UFFICI, I FUNZIONARI PREPOSTI A VERIFICARE I PIANI E I PROGETTI PIÙ IMPEGNATIVI, IN GRADO DI RAPPRESENTARE CREDIBILMENTE LA PARTE PUBBLICA MITIGANDO RICHIESTE IRRICEVIBILI. DAL MOMENTO CHE NON LI CONOSCIAMO E CHE NON VEDIAMO NEPPURE SULL’ORGANIGRAMMA DEL COMUNE UN UFFICIO ESPLICITAMENTE DEDICATO AL DELICATO COMPITO DEGLI STRUMENTI ATTUATIVI DEL PIANO GENERALE.

Ci daresti una mano?

Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga oltre 65 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

Italia Nostra