Italia Nostra

Data: 20 Gennaio 2011

Firenze – Via Arnoldi e l’assalto alla Collina

Lunedì 17 gennaio 2011, alle ore 10 presso il Tribunale di Firenze, Mario Bencivenni, dei Comitati dei Cittadini area fiorentina, e Tommaso Grassi, dei Verdi di Firenze, entrambi consiglieri della lista Spini per Firenze rispettivamente in Consiglio di Q4 e nel Consiglio Comunale sono chiamati a comparire perché citati dalla Società Le Quinte Spa per ottenere il “risarcimento dei danni materiali ed immateriali cagionati alla Società attrice dalle dichiarazioni diffamatorie e comunque lesive del diritto d’immagine per le quali è causa, danno che si quantifica in euro 200.000,00”.

Non entrando nel merito delle questioni strettamente giuridiche (esistenza della diffamazione e del danno) che spettano all’autorità Giudiziaria che valuterà la causa, questa vicenda ci sembra chiami in causa anche questioni “politiche” nel senso più ampio e nobile del termine.

La controversia giudiziaria nasce da una vicenda che è collegata al parco della Collina Sud di Firenze, parco che con Decreto Ministeriale del 1951 è stato dichiarato bene di particolare interesse storico ambientale, paesaggistico dallo Stato Italiano, cioè un bene di particolare rilevanza che va anche oltre i limiti dell’interesse più strettamente locale.

E’ per questo motivo che tutti gli atti di pianificazione approvati successivamente, dai PRG del 1962 e del 1998 fino al PIT/piano paesaggistico della Regione Toscana del 2009, hanno recepito questo valore riconfermando anche nella pianificazione generale di ambito regionale o comunale i vincoli di tutela derivanti dalla legislazione nazionale.

Gli unici a dimenticarsi di tutto questo e a forzare questi vincoli in nome di un presunto interesse pubblico sono stati l’Amministrazione Comunale di Firenze e la locale Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio che, nel 2005 e poi nel 2010, hanno ritenuto possibile realizzare un intervento edilizio che “prevedeva” 1500 mq. destinati ad alloggi in affitto convenzionato e 1.700 mq destinati ad alloggi in vendita sul mercato, cioè ben 3.200 mq di nuove costruzioni in un’area collinare di pregio vincolata dove non si sarebbe dovuto realizzare neppure un annesso agricolo di piccole dimensioni.

Bencivenni e Grassi, non solo come semplici cittadini, ma anche come eletti in assemblee elettive del Comune di Firenze e assieme a Comitati di Cittadini e associazioni ambientaliste come Italia Nostra hanno ripetutamente chiesto conto di questa aggressione e cementificazione della collina Sud, attraverso l’esame dalle pratiche ed interrogazioni e mozioni circostanziate e documentate.

Questioni di dominio pubblico pertanto e di grande rilevanza, più volte illustrate dalla stampa locale, e addirittura oggetto di un’interrogazione alla Camera dei Deputati presentata il 12 dicembre 2010 dall’on. Gino Bucchino (deputato del gruppo PD).

Riassumiamo qui le principali questioni sollevate:

– la legittimità e la coerenza con le normative di pianificazione locale e nazionale delle concessioni edilizie rilasciate dal 2005 al 2010;

– il rilascio di un’autorizzazione paesaggistica da parte del Comune di Firenze col silenzio assenso della Soprintendenza ai beni architettonici e del paesaggio ignorando completamente quanto previsto dal PIT/Piano Paesaggistico adottato dalla Regione Toscana nel 2009;

– la permanenza dell’intervento di Via Arnoldi nel “Programma sperimentale di edilizia residenziale denominato 20.000 abitazioni in affitto” ;

– il ritrovamento di consistenti reperti archeologici di varie epoche (insediamento dell’ Età del Bronzo, Villa romana del primo medio Impero romano, pozzo di epoca post-medioevale) avvenuto a partire da luglio scorso ad opera della Soprintendenza archeologica di Firenze e che ha determinato la necessità di una nuova variante al progetto approvato.

Sono alcune delle questioni più importanti legate a questa incredibile vicenda di lottizzazione e cementificazione di un’area vincolata, che Bencivenni e Grassi hanno sollevato in modo sempre circostanziato e documentato e quindi non solo legittimo, per un principio di libera espressione, ma anche doveroso per dei consiglieri eletti, portatori di più ampi interessi collettivi che in uno stato democratico sono garantiti dal diritto di critica politica.

Di fronte a questo grave atto nei confronti di questi due consiglieri chiediamo l’appoggio e la solidarietà da parte dei cittadini, delle associazioni ambientaliste, delle forze politiche tutte, in una vicenda nella quale sono messi in gioco il diritto di controllo dei cittadini sulla gestione della cosa pubblica e il diritto di critica politica degli eletti sulle questioni che riguardano i beni comuni.

Mariarita Signorini

per Italia Nostra





Ci daresti una mano?

Regalati la tessera di Italia Nostra e donala ai tuoi amici per proseguire una storia lunga oltre 65 anni di iniziative, progetti e battaglie per il Paese.

Italia Nostra