Italia Nostra

Italia Nostra conferma la sua opposizione al proggetto dell’autostrada Tirrenica

28 Febbraio 2011

Comunicato stampa pubblicato sul Tirreno del 27 febbraio 2011.

di Nicola Caracciolo, Vice Presidente nazionale di Italia Nostra

Il parere di due grandi esperte di politica dei trasporti e grandi ambientaliste come la Donati e la Vittadini va accolto certamente con rispetto. Contribuisce a far luce sul complicato caso dell’autostrada tirrenica di cui si discute da oltre 40 anni. Il rapporto chiude con un interrogativo: “è capace la concessionaria (cioè SAT Società Autostrade Toscana) di realizzare un’ infrastruttura realmente innovativa” che sia progettata ” per essere un reale contributo alla qualità del paesaggio, per ricucire e arricchire la rete ecologica, per dosare traffico e velocità”? E’ lecito esprimere qualche dubbio? La SAT consuma denari dalla data della sua nascita (1968). 43 anni tondi, tondi. Non ha prodotto un metro di strada ma infiniti progetti e controprogetti inutili. Un importante economista della generazione passata, Napoleoni, si era conquistato una meritata celebrità denunciando “le rendite parassitarie” come grandi responsabili delle arretratezze del sistema italiano .La SAT è la classica macchina “ammazza quattrini”. Succhia soldi e non produce nulla. Da comunque altissimi stipendi ai dirigenti e ricche consulenze. Oggi , dopo aver proposto in Toscana un’autostrada parallela all’Aurelia e 1 o 2 varianti più all’interno, ci propone un percorso che addirittura espropria, per regalarla a dei privati, l’Aurelia  bene demaniale e quindi per legge bene inalienabile. Da una prima analisi, mi sembra che lo studio della Donati e della Vittadini analizzi con chiarezza le debolezze dell’ultimo progetto. C’è tuttavia un elemento che viene trascurato benché importantissimo: le complanari, cioè le strade parallele che per legge debbono sempre accompagnare le autostrade. Come mai il progetto SAT non ne parla? Forse ci spiegheranno che 43 anni non sono stati sufficienti per approfondire il problema. La realtà è che si tratta di opere ciclopiche. Nel tratto tra Grosseto e Civitavecchia ci sono decine di chilometri in cui non c’è nessuna via secondaria. Facciamo un esempio concreto: la pedemontana a Capalbio comincia a Settefinestre (altezza Ansedonia) e finisce a Chiarone (confini con il Lazio). Prima e dopo c’è il  nulla. Strade da tracciare,  ma su quale percorso? Chi le deve pagare e gestire? Quanto costeranno? Quali espropri sono previsti? Nel tratto che riguarda Capalbio l’autostrada taglierà come un coltello il territorio in due parti distinte e mal comunicanti. Le spiaggie saranno separate dall’entroterra. Per il traffico locale e quello agricolo sembra evidente che ci vogliono due complanari separate. Una proposta: tra le colline e il mare perché non ricoprire per intero la costa di cemento? Ma c’è un’altra osservazione: il percorso autostradale sull’Aurelia deve secondo la Legge rispettare la VIA (Valutazione d’Impatto Ambientale). Un nuovo progetto su nuovi tracciati richiede nuove osservazioni. Nuovi studi, nuovi consulenti, nuove parcelle.  A questo punto ci sarebbero tante altre cose da dire. . Italia Nostra l’ha già fatto spesso e lo rifarà quanto prima con una giornata dedicata al problema in marzo. Noi solidarizziamo completamente con le preoccupazioni che gli orbetellani esprimono all’idea di far correre lungo la laguna l’autostrada e infrastrutture così impattanti. Il progetto autostradale è in realtà fatto male e per questo si arena continuamente’ultimo scoglio è in questi giorni la crisi petrolifera conseguente alle vicende libiche e mediorientali. Il prezzo della benzina è arrivato a 1,50 euro a litro. Dovesse rimanere così alto tutte le previsioni di crescita del traffico scenderebbero. Nel loro studio, la Donati e la Vittadini dicono che oggi la media annuale è di 18000 veicoli al giorno. Pensano che in futuro potrebbero arrivare a 30000, il minimo ragionevole per l’economicità del progetto. Ma se la crisi petrolifera dovesse continuare probabilmente i valori diminuirebbero rispetto a quelli attuali. Sono questi i motivi per i quali Italia Nostra conferma il suo “NO” al progetto Autostrada con le distruzioni e inquinamenti che comporta e chiede la messa in sicurezza dell’Aurelia con l’allargamento dove è necessario.

26 febbraio 2011