Arcidosso: una stazione di teleriscaldamento davanti al Convento dei Cappuccini, le considerazioni di Italia Nostra. Sul quotidiano La Nazione del 25 febbraio è apparso un articolo, a firma di Alessandro Bramerini – presidente della Commissione comunale di Arcidosso per il decoro urbano – che denuncia il progetto del Comune di Arcidosso di realizzare una “Stazione di teleriscaldamento” davanti al Convento dei frati Cappuccini, complesso posto sul confine tra il territorio di Arcidosso e quello di Castel del Piano.
L’intervento
Secondo quanto riportato, l’intervento prevederebbe la costruzione di un edificio su due piani, per una superficie complessiva di circa 200 metri quadrati, destinato a ospitare impianti e tubazioni. Un manufatto che, per dimensioni e funzione, non potrebbe non avere un impatto ambientale e paesaggistico rilevantissimo in uno dei contesti più identitari e delicati dell’Amiata.
La localizzazione
Il luogo scelto è limitrofo al Convento dei Cappuccini e all’attigua Chiesa di San Francesco, edificati tra il 1590 e il 1593 con il consenso del Granduca Ferdinando I de’ Medici. Si tratta di una realtà di straordinario rilievo paesaggistico e architettonico: una piccola oasi verde e di pace, storicamente segnata da costruzioni cinquecentesche di assoluto valore.
La cappella funeraria di Merope Becchini
Accanto alla silenziosa chiesa si erge la cappella funeraria di Merope Becchini, gioiello neogotico edificato nei primi anni del Novecento su progetto dell’architetto Lorenzo Porciatti. All’interno sono custodite opere di pregio, tra cui le statue dello scultore Giovanni Rosignoli e un grande dipinto di Merope Becchini realizzato da Galileo Chini, artista di fama internazionale. A poche decine di metri sorge inoltre la secentesca Villa della Palazzina, che completa un insieme paesaggistico di rara armonia.
L’azione di Italia Nostra Maremma
Italia Nostra – Sezione Maremma non può non prendere in seria considerazione la denuncia della Commissione comunale per il decoro urbano, che appare fondata e profondamente preoccupante. La collocazione di una struttura tecnologica in questo contesto rischierebbe di arrecare una profonda ferita al paesaggio amiatino e di compromettere un equilibrio costruito nei secoli.
Il sacrificio alla geotermia
La Maremma – e lo stesso Comune di Arcidosso – hanno già pagato un prezzo altissimo alla geotermia in termini di paesaggi sacrificati, suoli compromessi e trasformazioni irreversibili del territorio. Proprio per questo è necessario interrogarsi con maggiore attenzione sulle scelte localizzative di nuove infrastrutture, evitando di concentrare ulteriori impatti in aree di altissimo valore storico e naturalistico.
Uno sviluppo compatibile con la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico
Italia Nostra non intende opporsi ideologicamente al teleriscaldamento in quanto tale, ma ritiene che lo sviluppo infrastrutturale debba essere compatibile con la tutela del patrimonio culturale e paesaggistico, come sancito dall’articolo 9 della Costituzione. Più che giustificata sarebbe ogni azione di opposizione al progetto qualora non venissero individuate soluzioni alternative; altrettanto auspicabile sarebbe un intervento attento della Soprintendenza competente. Confidiamo tuttavia nella sensibilità istituzionale, nella correttezza e nell’intelligenza del sindaco di Arcidosso affinché venga individuato un sito diverso per la realizzazione dell’edificio, in armonia con il buon senso, con il rispetto della normativa vigente e con la tutela di un patrimonio che appartiene all’intera comunità.
Difendere questi luoghi significa difendere l’identità dell’Amiata e il futuro delle generazioni che verranno.





