Italia Nostra

Data: 22 Agosto 2013

Mura Urbane di Lucca: conservazione, manutenzione e sicurezza

Si pubblica la lettera inviata al Sindaco del Comune di Lucca, all’Assessore comunale ai LL.PP., all’Assessore comunale all’Urbanistica, all’Assessore comunale alla Cultura, al Presidente dell’Opera delle Mura di Lucca, al Soprintendente ai BAPSAE di Lucca e Massa

Purtroppo sul parco monumentale delle Mura Urbane di Lucca si è verificato l’ennesimo incidente: un bambino belga di circa sette anni è caduto dal parapetto delle mura e, anche se non è in pericolo di vita, ha riportato importanti ferite.

In conseguenza di questo triste e increscioso accadimento si stanno inseguendo (come al solito) voci insensate e allarmate proposte e sollecitazioni sulla necessità di “mettere in sicurezza” il monumento e dalle “saccenze locali  sicuramente spunteranno come funghi i rimedi: fili spinati, transenne rustiche in tronchi di legno o transenne metalliche in stile liberty o di asciutta tecnologia, catenelle tintinnanti, raggi luminosi, scosse elettriche a basso voltaggio e tutto quanto le nuove tecnologie sono in grado di proporre… I cartelli che attestano e avvisano sulla pericolosità di certi atteggiamenti ci sono e speriamo che siano tradotti correttamente nelle più popolari lingue straniere. Verso volontà incoscienti di qualcuno non possiamo fare assolutamente nulla. Nessun ulteriore orpello ostativo può essere aggiunto per motivi conservativi ai parapetti monumentali che già svolgono la loro funzione di evidente monito/ostacolo.

Ma bisogna essere coscienti che non sempre i parapetti, a causa della scarsissima manutenzione, riescono a svolgere questa loro funzione ostativa (anche se l’incidente è accaduto in ambito non interessato da questa carenza). Ecco quello che su questo punto abbiamo segnalato e suggerito a più riprese negli anni passati sia all’Amministrazione Comunale che a codesta Soprintendenza che all’Opera delle Mura (passata e attuale gestione) ed illustrato anche ad un convegno del 2011:

“…I parapetti che costeggiano il perimetro esterno della passeggiata e dei baluardi troppo spesso, per incuria, non sono più parapetti, ma si sono trasformati in semplici cigli erbosi. Questo si verifica ove i parapetti  sono costituiti solo da terra sul loro fronte interno. Eventi atmosferici  e la frequentazione continua dell’uomo hanno fatto sì che questo fronte terrato molto spesso sia crollato e che la terra così caduta  abbia comportato un innalzamento del piano di calpestio formando una sorta di rampe che finiscono per invitare e favorire la salita sul piano in quota  degli stessi parapetti. La cosa è principalmente evidente in quasi tutti i baluardi e lungo le cortine che dal Baluardo S. Martino  a nord vanno verso est.

Orbene riportare questi parapetti al loro stato originario e di sicurezza significa riportare il loro fronte interno terrato in posizione verticale usando le tecniche  di stabilizzazione già positivamente sperimentate nel baluardo S. Donato. In questo modo (attraverso una semplice opera di restauro/manutenzione) si impedisce di fatto l’incosciente accesso ad un’area pericolosa, tutelando in primis i bambini…”.

Il “pezzo” è estratto da un piccolo “vademecum” per la gestione ordinaria delle Mura da noi elaborato e suggerito circa tre anni addietro.

Il Presidente

(arch. Roberto Mannocci)

Ecco vecchie e nuove esplicite fotografie su quanto sopra indicato (clicca sulle immagini per ingrandirle).

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