Italia Nostra

Data: 10 Luglio 2013

Parcheggio su 8.000mq al Cimitero degli Allori

De Zordo e Grassi: “Consumo di suolo collinare e nessuna Valutazione Ambientale Strategica”
Come denunciato da Italia Nostra Firenze e Comitato Salviamo le Due Strade


Che per fare un parcheggio scambiatore si vada a consumare nuovo suolo, per di più in zona collinare, per di più accanto a un cimitero monumentale come quello degli Allori riducendo persino l’estensione del vincolo da 180 a 50 metri, è una decisione inaccettabile dal punto di vista urbanistico e ambientale. Eppure la scelta è stata ribadita ieri in aula consiliare nella risposta alla nostra interrogazione, alla nutrita presenza di esponenti di Italia Nostra e cittadini del  ‘Comitato Salviamo le Due Strade’ che si sono attivati in difesa di un’area dal grande valore paesaggistico e ambientale.

Un tempo, quando i concetti di salvaguardia del territorio e di tutela delle risorse ambientali erano più rozzi, molte amministrazioni hanno cementificato zone collinari e non. E infatti i risultati si
vedono. Ma oggi, dopo tutte le analisi e le considerazioni sull’uso di beni limitati come appunto il suolo, questo non è più tollerabile. E invece il Comune di Firenze (sì, quello dei famosi quanto fallaci
‘Volumi Zero’) sta procedendo a trasformare una porzione di collina nella zona sud della città in un bel parcheggione da 180 posti auto. E ‘spalmare’ questo parcheggio su 8000 metri quadrati sulla collina di Via Poccetti avrebbe l’intento, secondo l’amministrazione, di ‘attenuarne gli impatti’;  nella risposta data si dice anche che il contesto  “è caratterizzato anche da strutture (vedi i numerosi
distributori carburanti ed altre attività) che non contribuiscono a qualificarne la zona.” E il parcheggio al posto del verde oggi esistente sarebbe elemento di qualificazione?

Se proprio ci fosse bisogno di un parcheggio in quell’area, non si può individuare una localizzazione già urbanizzata che non vada a mangiare la collina? per esempio non si poteva pensare a un parcheggio da realizzare  nel complesso ancora abbandonato – perché dissestato da una frana – di ex alloggi Erp in via Beata Umiliana, nel quale andrà prima o poi fatto un Piano di recupero?
La variante urbanistica al PRG non è neppure stata sottoposta a VAS ma solo a verifica di assogettabilità a Vas, che ha escluso quest’ultima procedura, che avrebbe dato assai più garanzie di tutela dei luoghi, di compatibilità ambientale del progetto, e di risposta a effettive esigenze sul piano della mobilità. Perché? Eppure c’erano state le osservazioni dei cittadini, le prescrizioni delle due Soprintendenze, e c’era soprattutto la delicatezza  del sito e la sua  valenza paesaggistica.

Continueremo a sostenere Italia Nostra e il ‘Comitato Salviamo le Due Strade’ nelle loro azioni e ci impegneremo perché questa decisione che purtroppo il Consiglio comunale (non col nostro voto) ha ratificato, venga rivista.

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