Italia Nostra

Data: 24 Agosto 2013

Per l’Aurelia basta la messa in sicurezza

Si pubblica la lettera inviata da Nicola Caracciolo, presidente onorario Italia Nostra Toscana, e Michele Scola, presidente della sezione di Grosseto Italia Nostra, riguardante chiarimenti in merito al progetto di Autostrada Tirrenica e messa in sicurezza dell’Aurelia (da il Corriere di Maremma del 21.08.2013)

Gentile direttore, nell’intervista uscita sul Corriere di Maremma, il presidente Giuliano Amato avanza per l’autostrada Tirrenica una nuova proposta che accogliamo con attenzione e con rispetto. Uno dei punti dolenti del progetto (non il solo) riguarda il tratto che va per una dozzina di chilometri da Fonteblanda alla Torba nel comune di Capalbio, passando per Albinia e Orbetello. Dice Amato: in quel tratto può essere interrotto il percorso dell’autostrada, rimanendo l’Aurelia a quattro corsie. Anche noi come Italia Nostra, appoggiati da una serie di comitati locali, proponiamo di interrompere il corso dell’autostrada, ma chiediamo un’interruzione più lunga, da Civitavecchia fino a Rosignano.

Perché questa nostra richiesta? Perché l’autostrada parallela alla costa distrugge l’economia della zona. Una striscia di asfalto grande quanto richiesto da un tracciato autostradale, più le complanari obbligatorie da costruire, tagliano inevitabilmente (e chiunque lo capisce) i borghi, i paesi, i comuni, dal mare, danneggiando l’industria del turismo che di mare – e della sua bellezza paesaggistica- vive. Tutta questa storia dell’autostrada Tirrenica sul piano economico è un disastro. Con la situazione di crisi attuale non ha senso colpire un settore vivo e vitale come il turismo per favorire il trasporto su gomma. Quello dell’autostrada Tirrenica è “un pasticcio brutto”. Occorrono per farla, secondo le stime del presidente della Sat Antonio Bargone, due miliardi e 200 milioni di euro (a crescere), per renderla proficua ci vuole un traffico di veicoli su media annuale di 35mila unità al giorno; al momento attuale ve ne transitano 17mila, la metà. E le previsioni lo danno ancora in calo. Ma questo non preoccupa la Sat, perché il mancato guadagno ricade sull’Anas, cioè sullo Stato, e quindi sui cittadini contribuenti. Inoltre uno stop di 12 chilometri richiede due caselli ravvicinati in entrata e in uscita su cui si bloccheranno i mezzi in circolazione, rendendo la vita impossibile ai pendolari e ai turisti. Ci sono elementi che giustificano quanto meno un sospetto: il presidente della Sat Antonio Bargone è anche il responsabile per il Governo della supervisione dei progetti e dei lavori, due ruoli in conflitto di interesse. Inoltre, il fatto che il Monte dei Paschi di Siena sia stato tra i principali finanziatori, con Caltagirone, dell’autostrada Tirrenica è garanzia , più che degli interessi dei cittadini, del loro tornaconto. I progetti all’ingrosso sono sempre pericolosi. L’ultimo tragico esempio è quello di Albinia.

L’alluvione è la prova di ciò che può succedere quando il territorio viene trascurato per privilegiare le grandi opere. Il torrente Elsa, maggior affluente dell’Albegna, è stato sottoposto a pesanti lavori. Si sono estirpati con mezzi meccanici, senza selezione, i boschi ripari che vegetano lungo le sponde, per una larghezza che in alcuni punti sfiorava i 100 metri. Eil letto del fiume è stato scavato. E il materiale asportato: il grosso dei lavori si è concluso pochi mesi prima dell’alluvione che ha colpito con il fiume Albegna, l’abitato di Albinia. Tra il torrente Elsa e il torrente Sgrilla, sono stati rettificati circa 30 km di alveo trasformando quel tratto in una vera e propria autostrada dell’acqua, che è piombata a valle facendo morti e distruzioni. Questo nostro territorio maremmano va difeso per intero. Orbetello certo, Albinia sicuramente,ma anche il resto, strettocom’è tracosta, ferrovia,Aurelia e entroterra non va stravolto per interessi che non sono quelli dei cittadini.Restiamo convinti che la messa in sicurezza dell’Aurelia, così come era stato previsto dal governo Amato, sia l’unica opera di cui tutti sentono la necessità.

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